Segreti in tavola

07.07.2026
Annalena De Bortoli ci svela i segreti del riso, il chicco sacro del Giappone
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Se pensiamo al Giappone, la prima cosa che ci viene in mente è il riso. Ma siamo sicuri di sapere cosa si nasconde davvero dietro quel chicco perfetto? A Segreti in Tavola abbiamo fatto un viaggio nella cultura gastronomica nipponica insieme ad Annalena De Bortoli, coordinatrice dell’Associazione Italiana Ristoranti Giapponesi, per scoprire che il riso, per il popolo del Sol Levante, è una faccenda terribilmente seria. Coltivato da oltre diecimila anni grazie a un territorio ricchissimo d’acqua, questo ingrediente ha letteralmente plasmato la storia, la società e la spiritualità del Paese.

Ecco i segreti più sorprendenti che abbiamo svelato in puntata:

  • Moneta sonante: Fino alla fine dell’Ottocento, il riso non era solo cibo, ma una vera e propria valuta utilizzata per pagare le tasse.

  • La misura del potere: Lo status sociale e il rango dei nobili si misuravano in base all’estensione dei campi di riso posseduti, calcolati in tatami.

  • Identità in evoluzione: Il riso cambia nome a seconda del suo stato: ha un nome quando è nel campo, uno quando è crudo e un altro ancora quando è cotto!

  • Trinità Spirituale: Insieme al mochi (il dolce di riso pestato) e al sake (il celebre vino di riso), il riso ha un valore sacro paragonabile a quello che il pane e il vino hanno nella nostra cultura occidentale. È il mezzo con cui si onorano gli antenati e si chiede la protezione delle divinità.

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La cucina giapponese vive di rituali e armonia. Se cotto nel modo corretto, il riso giapponese risulta leggermente appiccicoso, una caratteristica fondamentale che ne determina anche il sistema di consumo.

Il Segreto da non dimenticare: A tavola il riso non va mai condito direttamente né “sporcato” con altri bocconi. La ciotola va sollevata e portata vicino al viso, per poi accostare i chicchi alla bocca usando le bacchette. Avanzare o far cadere anche un solo chicco? È considerato un grave segno di mancanza di rispetto verso chi lo ha coltivato.