Segreti in tavola

06.03.2026
Amatriciana Day: il 6 marzo l’Italia festeggia un piatto simbolo
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Che cosa può raccontare un piatto di pasta? A volte molto più di un libro di storia. Il 6 marzo si celebra l’Amatriciana Day, una giornata dedicata a uno dei simboli più riconoscibili della nostra cucina, capace di unire gusto, identità e memoria collettiva.

Le sue radici affondano ad Amatrice, borgo laziale tra i Monti della Laga. Qui nasce la “gricia”, preparata dai pastori con guanciale e pecorino: pochi ingredienti, grande sostanza. Il pomodoro arriva in un secondo momento, tra Settecento e Ottocento, quando entra stabilmente nelle cucine popolari. È così che la salsa si tinge di rosso e diventa “matriciana”, poi trasformata in “amatriciana” quando la ricetta conquista le osterie di Roma, fino a diventare uno dei pilastri della tradizione capitolina.

La versione codificata dal Comune di Amatrice parla chiaro: guanciale, pomodoro, pecorino romano, vino bianco e spaghetti. Niente cipolla nella ricetta ufficiale. Un equilibrio preciso, che è anche una dichiarazione di identità.

L’Amatriciana Day è stato istituito dopo il terremoto del 2016 che ha colpito duramente Amatrice: una giornata simbolica per sostenere il territorio e mantenere viva l’attenzione sulla ricostruzione. Ogni 6 marzo, ristoranti e appassionati in tutta Italia celebrano questo piatto, trasformando una forchettata in un gesto di memoria e solidarietà.

Perché l’amatriciana non è solo una salsa: è un racconto di territorio, resilienza e orgoglio italiano. E il 6 marzo, davanti a un piatto fumante, quel racconto continua.