Da Non Perdere

22.07.2019
L'intervista di Prisca Civitenga al regista Lorenzo Mariani
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Dopo l’Aida, la stagione estiva del Teatro dell’Opera di Roma continua con un altro titolo di Giuseppe Verdi La Traviata, che il regista Lorenzo Mariani ambienta negli anni ’60, nelle atmosfere della Dolce Vita felliniana. Una produzione che ha debuttato con successo un anno fa, proprio alle Terme di Caracalla. Violetta Valery è trasformata in una diva del cinema, sempre assediata dai paparazzi. Una donna intrappolata in un mondo che non dà scampo, affascinante e magnifico in apparenza, ma in realtà superficiale, spietato, crudele, dove regna la sopraffazione.

Nel primo atto la sua casa è in via Veneto, mentre il secondo atto, anziché in campagna, è ambientato in una località balneare che richiama quelle in voga nell’Italia degli anni ’50 e ’60. Tante le citazioni cinematografiche dai film di Fellini, che ritroviamo nei costumi, nelle scenografie, nei video, ma il regista Mariani punta soprattutto sui sentimenti che stanno sotto le note e le parole della Traviata e soprattutto sulle analogie tra il mondo della borghesia ottocentesca, raccontata nel libretto di Francesco Maria Piave, basato su La signora delle camelie di Alexandre Dumas, e quello del cinema italiano degli anni d’oro, sfavillante e brutale.

Sul podio a dirigere l’Orchestra il Maestro Manlio Benzi, mentre il Coro del Teatro dell’Opera è diretto dal Maestro Roberto Gabbiani. Nel ruolo della protagonista Francesca Dotto e Valentina Varriale (8 agosto), quest’ultima emersa dalla prima edizione del progetto “Fabbrica” Young Artist Program del Teatro dell’Opera. Luciano Cannito firma i movimenti coreografici, i costumi sono di Silvia Aymonino, le scene di Alessandro Camera, le luci di Roberto Venturi e i video di Fabio Iaquone e Luca Attilii.

Dopo la prima di venerdì 19 luglio, La Traviata verrà replicata martedì 23 e sabato 27 luglio; venerdì 2 e giovedì 8 agosto, sempre alle ore 21.00.

Info: operaroma.it