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21.12.2018
Al Sistina Rugantino con Enrico Montesano e Serena Autieri
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L’intervista di Prisca Civitenga ad Enrico Montesano e Serena Autieri

 

Rugantino al Teatro Sistina di Roma dal 21 dicembre al 27 gennaio

Era il 18 dicembre del 1978 ed Enrico Montesano debuttava sul palco del Sistina nei panni di Rugantino, accanto a lui Alida Chelli nel ruolo di Rosetta, Aldo Fabrizi in quello di Mastro Titta e Bice Valori in quello di Eusebia.

Sono passati quarant’anni e il mattatore Montesano torna ad interpretare la maschera romana più amata al mondo, nell’allestimento storico dello spettacolo di Garinei & Giovannini, scritto con Pasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa e Luigi Magni, con le musiche immortali di Armando Trovajoli e le scene e i costumi di Giulio Coltellacci. Ad affiancarlo sul palco oggi ci sono Serena Autieri per la prima volta negli abiti di Rosetta, Antonello Fassari che debutta in una commedia musicale interpretando Mastro Titta ed Edy Angelillo nel ruolo di Eusebia.

Rugantino sarà in scena al Sistina di Roma per tutto il periodo delle feste natalizie e anche oltre, dal 21 dicembre e fino al 27 gennaio.

Un omaggio a un classico del teatro e della romanità, una commedia musicale che non invecchia mai, popolare e divertente, amara e commovente, ironica e nostalgica. Enrico Montesano affronta Rugantino oggi con maturità ed estro comico, perfettamente calato nel ruolo del popolano chiacchierone, provocatore e un po’ sbruffone, ma da cuore buono.

A rendere speciale l’atmosfera le musiche di Trovajoli e le canzoni da cantare tutti insieme Roma non fa la stupida stasera, Ciummachella e Tirollallero.

La trama:

Roma, 1830, sotto il papato di Pio VIII: Rugantino, giovane popolano un po’ spaccone e nullafacente, vive di espedienti aiutato da Eusebia, che lui spaccia per sua sorella. I due riescono a ottenere vitto e alloggio prima di un anziano prelato che quando muore non lascia loro nulla, poi dal boia dello Stato Pontificio Mastro Titta, che si innamora di Eusebia e ne è presto ricambiato. Rugantino invece brucia di passione per la bella Rosetta, moglie del violento e gelosissimo Gnecco Er Matriciano, e scommette che riuscirà a sedurla prima della Sera dei Lanternoni. Dopo varie peripezie e stratagemmi, Rugantino seduce la ragazza ma imprevedibilmente se ne innamora: per questo in un primo momento non fa parola con gli amici della sua impresa, poi però cede alla vanagloria ferendo i sentimenti di Rosetta. Quando Gnecco viene ucciso da un criminale, Rugantino si fa trovare accanto al cadavere e si autoaccusa dell’omicidio, affermando di aver compiuto il fatto per amore di Rosetta. Il protagonista, imprigionato e condannato a morte, sarà giustiziato da Mastro Titta: forte dell’amore di Rosetta, Rugantino dimostrerà affrontando la morte di essere un vero uomo.