Segreti in tavola
C’è un frigorifero che non conserva solo cibo, ma storie, dignità e possibilità. È il Frigorifero Solidale, un esempio virtuoso di recupero e valorizzazione delle eccedenze alimentari. Partito come progetto pilota a Torino lo scorso novembre, oggi è pronto a diffondersi a livello nazionale grazie a un modello concreto, strutturato e soprattutto replicabile.
Dallo spreco al valore: un’idea semplice ma rivoluzionaria
L’idea alla base è semplice solo in apparenza: trasformare il cibo in eccesso in piatti pronti, sicuri e di qualità, mettendoli a disposizione di chi ne ha più bisogno. Tuttavia, affinché questo accada in modo sostenibile, servono fondamenta solide.
Il successo del progetto si basa su tre pilastri fondamentali:
-
Il Terzo Settore: A Torino il progetto vive grazie al Sermig, che ospita fisicamente il frigorifero, gestisce l’accesso e garantisce una distribuzione rispettosa e ordinata.
-
Il lavoro operativo: Fondamentale è il contributo di RePoPP – Eco dalle Città. Ogni settimana recuperano le eccedenze dal Mercato di Porta Palazzo e le trasformano in 240 piatti pronti (60 al giorno, dal martedì al venerdì), nel pieno rispetto delle norme igienico-sanitarie e del piano HACCP.
-
L’Impresa Responsabile: Il terzo attore è Cuki. Attraverso il progetto di responsabilità sociale Cuki Save the Food, l’azienda ha contribuito a sviluppare il modello, mettendo a disposizione competenze, strumenti e una visione strategica.
La storia di Omar: quando il cibo crea inclusione
Il cuore pulsante di questa iniziativa non è solo il recupero del cibo, ma il recupero delle persone. Emblematico è il caso di Omar Sillah, cuoco e responsabile della cucina del progetto.
Arrivato in Italia più di dieci anni fa come richiedente asilo, oggi Omar è diplomato alla scuola alberghiera serale. Grazie al lavoro con RePoPP ha ottenuto il permesso di soggiorno e, con il Frigorifero Solidale, ha potuto aumentare le ore di lavoro e le entrate.
Il suo è un percorso di inclusione reale che non riguarda solo lui, ma coinvolge anche altre persone attive nel progetto, dimostrando come la solidarietà possa generare opportunità professionali concrete.
Un modello di rete pronto per il futuro
Il Frigorifero Solidale diventa così molto più di un elettrodomestico: è un simbolo di rete, lavoro e integrazione. Ci ricorda che il cibo, quando è condiviso nel modo giusto e gestito con professionalità, può davvero cambiare le cose.
Un modello nato a Torino, ma che ora guarda all’Italia intera per trasformare lo spreco in risorsa sociale.