Travel Experience
C’è una sensazione particolare che provo appena arrivo a Bruxelles: mi sento sempre in leggero ritardo. Non so esattamente rispetto a cosa, ma è come se la città fosse già un passo avanti e io dovessi correre per raggiungerla. Bruxelles non cerca di essere simpatica a tutti i costi e non chiede di essere guardata. Sta semplicemente lì, solida e funzionale.
È una metropoli che lavora instancabilmente. Si respira aria di politica e istituzioni, con persone che camminano veloci, la testa occupata da decisioni importanti, mentre io mi aggiro cercando semplicemente un bar. E fortunatamente lo trovo sempre.
Il rito della birra e la lentezza ritrovata
È proprio all’interno dei locali che Bruxelles cambia volto. Nei bar il ritmo frenetico si spegne e si rallenta. Si parla, si beve e si ride. La birra qui è una questione seria, ma mai pesante. I gestori ti spiegano le varietà con calma, accogliendoti come in una setta gentile. Bisogna fare attenzione perché ogni birra esige il suo bicchiere specifico e, anche se nessuno ti sgrida per un errore, tutti notano la differenza.
Uscendo dai locali, la passeggiata riserva continue sorprese. I palazzi austeri lasciano improvvisamente spazio ai murales di Tintin, vero eroe nazionale. I fumetti sono ovunque, portando colori e storie sui muri della città. Poi ti imbatti in lui: il Manneken Pis. È minuscolo, quasi ridicolo, eppure è circondato da turisti in adorazione. Rimani nel dubbio se sia uno scherzo o una genialata, ma probabilmente è entrambe le cose.
La meraviglia della Grand Place
Il vero colpo di scena arriva però senza preavviso. Giri l’angolo e ti ritrovi improvvisamente nella Grand Place. In quel momento ti fermi e smetti di parlare. L’oro, i dettagli architettonici e la storia sono ovunque. È una piazza che ti mette a tacere non per timore, ma per pura bellezza.
Bruxelles non ti travolge subito. Ti conquista piano. Quando riparti, ti rendi conto che questa città ti ha insegnato una lezione preziosa: non tutto deve brillare costantemente per farsi notare e lasciare il segno.