Travel Experience

28.01.2026
Cortina: dove la montagna non è uno sfondo, ma protagonista
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La prima sensazione che provo arrivando a Cortina è una sorta di imbarazzo. Non so come descriverlo meglio, ma mi sento osservato. Non sono le persone a guardarmi, bensì le montagne. Appena arrivo in paese, vengo accolto da un ordine impeccabile: negozi curati, alberghi storici e quell’atmosfera elegante di chi frequenta questi luoghi da generazioni. Penso subito che questa sia la classica Cortina, ma poi alzo la testa e il pensiero si interrompe bruscamente.

Le Dolomiti non sono uno sfondo, sono le protagoniste assolute. Ti sovrastano senza alcuna aggressività, ma con una sicurezza disarmante, quasi a dirti di fare con calma perché loro sono lì da milioni di anni. Camminando senza una meta precisa, ogni angolo si rivela come una cartolina priva di artifici. La luce cambia continuamente e le pareti di roccia si trasformano tingendosi di rosa, arancione e infine grigio, facendomi capire perché vengono definite montagne vive.

Qui il silenzio è reale. Non si tratta di semplice assenza di suoni, ma di una presenza tangibile di calma. Anche gli incontri avvengono con poche parole e saluti rispettosi, quasi come se la montagna stessa stesse ascoltando. Cortina vanta una storia fatta di Olimpiadi, cinema e villeggiature d’altri tempi, ma la vera esperienza consiste nel sedersi su una panchina fredda e semplicemente non fare niente.

Basta guardare, respirare e sentire che il mondo può rallentare. Quando me ne vado non mi sento semplicemente rilassato, mi sento ridimensionato. Ed è una sensazione meravigliosa.