Travel Experience

19.01.2026
Anversa: La città che detta lo stile (e ti fa sentire piacevolmente fuori moda)
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Anversa mi ha fatto uno scherzo poco simpatico appena sono arrivato: mi ha fatto sentire terribilmente fuori moda.

Sceso dal treno, ho capito subito che qui l’asticella è posizionata molto in alto. Non è la classica città carina del Nord Europa; è un luogo che ti sfida, ma con eleganza. Se stai pensando di visitare le Fiandre, ecco perché Anversa ti colpirà dritto all’autostima (e al cuore).

Un arrivo da Re (o quasi)

La prima cosa che ti colpisce è l’arrivo. La Stazione Centrale di Anversa non è una semplice stazione: sembra il salone da ballo di un palazzo reale.

Ti trovi circondato da marmi, cupole vertiginose e scale monumentali. Mentre cammini, ti aspetti quasi che qualcuno annunci il tuo arrivo con le trombe. E invece? Invece ci sei solo tu, con il tuo zaino in spalla e l’autostima che inizia a traballare leggermente di fronte a tanta maestosità.

La città dei Diamanti: Sicura, non fredda

Si dice che Anversa sia la città dei diamanti, e questa non è solo una statistica economica: è una sensazione che permea l’aria.

Tuttavia, non aspettarti freddezza. C’è una sicurezza di fondo in questa città che non ha bisogno di ostentare ricchezza. È quel tipo di lusso silenzioso di chi sa di valere, senza doverlo urlare.

Quando la moda è un linguaggio

Camminando per il centro, la sensazione di essere “fuori posto” può aumentare se non sei preparato. Qui la moda non è un passatempo, è un vero e proprio linguaggio.

Ho incrociato studenti che sembravano appena usciti da un editoriale di Vogue o Dazed. Io no, decisamente no. Ma la bellezza di Anversa sta proprio qui: nessuno ti giudica. Ognuno ha il suo stile, e anche non averne uno diventa, paradossalmente, una dichiarazione di stile.

La Schelda e l’anima concreta di Anversa

Oltre l’estetica, c’è la sostanza. E la sostanza qui si chiama Schelda. Il fiume è largo, lento e potente. È grazie a lui che Anversa è cresciuta, nutrendosi di merci, scambi e storie per secoli. È una città che guarda lontano, verso il mare.

Basta entrare in un bar per sentire il cambio di atmosfera:

Meno cerimonia rispetto a Bruxelles, più concretezza fiamminga. Si parla, si ride, si beve. Qui si sta bene senza troppe spiegazioni.

L’ombra (ingombrante) di Rubens

E poi, impossibile ignorarlo, c’è lui: Pieter Paul Rubens. È ovunque. I suoi quadri enormi, pieni di energia ed eccesso, sono lo specchio dell’anima barocca della città. Anversa è così: elegante e misurata, sì, ma capace di diventare esagerata e teatrale quando serve.

Perché visitare Anversa

Alla fine del viaggio ho capito una cosa fondamentale. Anversa non cerca la tua approvazione. Sa già chi è.

Non ha bisogno di convincerti della sua bellezza o della sua importanza. E forse è proprio questa sicurezza, questa consapevolezza incrollabile, a renderla così dannatamente affascinante.