Segreti in tavola

13.01.2026
Rosolio, il nettare dei ricordi: aromi, storie e segreti d’Italia
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E’ un liquore antico, capace di accendere i sensi e risvegliare la memoria: di cosa sto parlando? del Rosolio.

Il rosolio è un liquore che profuma di casa, di festa e di golosi momenti di convivialità. Le sue radici affondano nell’Italia del Sud, in particolare in Campania e Sicilia, ma il suo nome deriva dal latino ros solis, “rugiada del sole”, un’immagine poetica che evoca gli aromi leggeri e avvolgenti di questa bevanda. Già al tempo dei Borboni il rosolio era apprezzato nelle corti e nelle famiglie contadine, preparato con gli ingredienti che la natura offriva in ogni stagione.

La sua produzione tradizionale è un atto di pazienza e cura: si parte da una base alcolica neutra o da vino bianco fortificato, cui si aggiungono zucchero e aromi naturali. Ma qui sta la magia: ogni territorio, ogni famiglia, custodisce la sua versione. Fiori, frutti, erbe e spezie diventano protagonisti, donando al rosolio un carattere unico.

In Campania, per esempio, il rosolio al limone di Sorrento sprigiona profumi agrumati e intensi, mentre in Sicilia il rosolio all’arancia rossa di Sicilia IGP è un inno alla luce mediterranea. In alcune zone del Salento si ama il rosolio alla menta, rinfrescante e sorprendente dopo un pasto abbondante. Spostandoci verso l’Abruzzo, si trovano varianti al rosmarino o alla lavanda, perfette per chi cerca un tocco di erbe spontanee tra i sapori della tavola.

Il procedimento è semplice, ma richiede tempo: gli aromi scelti vengono messi in infusione nell’alcol per giorni, talvolta settimane, affinché rilascino tutta la loro essenza. Poi si aggiunge lo zucchero e si lascia riposare ancora. Il risultato? Un liquore dal colore brillante, dal gusto dolce ma equilibrato, capace di chiudere un pasto con grazia o di accompagnare una chiacchierata davanti al camino.

Il rosolio, insomma, non è solo un liquore: è un racconto di terre, di stagioni, di mani che lavorano con rispetto per la tradizione.