Segreti in tavola

10.01.2026
Vi svelo i segreti e le storie del broccolo Fiolaro di Creazzo
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vete mai assaggiato il Broccolo Fiolaro di Creazzo? E’ coltivato da secoli nel territorio di Creazzo, alle porte di Vicenza, e il suo nome nasce dalla parola dialettale fioi, i germogli: perché, a differenza di altri broccoli, qui non conta la testa compatta, ma i tanti piccoli fiori che spuntano lungo il fusto.

Il Fiolaro ama il freddo. Si coltiva nei campi aperti, con una semina estiva e una crescita lenta, paziente, scandita dalle brinate. È proprio il gelo a renderlo speciale: le basse temperature ne addolciscono il sapore, rendendolo delicato, mai amaro. La raccolta è manuale e avviene da novembre fino a febbraio, fiore dopo fiore, con gesti antichi che richiedono tempo e attenzione.

Una volta raccolto, il Broccolo Fiolaro va trattato con rispetto. Freschissimo, si conserva in frigorifero per pochi giorni, meglio se avvolto in un panno o in un sacchetto di carta. È un ortaggio che non ama le lunghe attese: dà il meglio di sé quando arriva in cucina quasi subito, ancora carico di campo.

Ed è in cucina che il Fiolaro rivela tutta la sua versatilità. La preparazione più amata è la più semplice: lessato o sbollentato e poi ripassato in padella con olio extravergine e aglio, magari con un’acciuga a sciogliersi dolcemente. È perfetto con la polenta, come vuole la tradizione vicentina, ma diventa protagonista anche di risotti cremosi, pasta fresca, frittate, o come condimento per bigoli e gnocchi. C’è chi lo usa crudo, tenerissimo, tagliato sottile, per arricchire insalate invernali dal sapore elegante.

Il Broccolo Fiolaro di Creazzo è versatile e buonissimo, è un fiore d’inverno che racconta il territorio, il clima, il lavoro dell’uomo. E che ci ricorda come, spesso, i segreti più buoni nascano proprio dal freddo.