Good Life
Ordinare, provare, rendere: è questo il circolo vizioso che sta intrappolando l’economia e soffocando la Terra. Poter restituire un vestito o un oggetto comprato online è, oggi, uno dei principali elementi che influenzano l’acquisto, tanto che, secondo uno studio, le aziende che offrono resi gratis aumentano le proprie vendite del 457%. Di conseguenza, però, il numero dei resi sta crescendo esponenzialmente, costringendo alcuni marchi a limitarne le richieste per evitare danni e perdite. Lo scorso anno negli Stati Uniti il loro valore è stato di 369 miliardi di dollari, pari al 10% delle vendite. Una cifra destinata ad aumentare se non si interviene: l’anno prossimo negli Usa il valore dei resi toccherà la cifra record di 550 miliardi di dollari. I resi minacciano la salute della Terra, perchè il trasporto si piazza al primo posto tra le principali fonti di gas serra nell’atmosfera. A questo si aggiunge la produzione record di imballaggi che genera grandi quantità di rifiuti che stanno mettendo in ginocchio le città, costrette a volte ad aumentare la tassa sui rifiuti ma che comunque non risolve il problema. Ogni anno gli Stati Uniti spediscono 165 miliardi di pacchi con scatole di cartone e involucri di plastica, un numero che si traduce nell’abbattimento di 1 miliardo di alberi. C’è chi propone una ricetta alternativa: il noleggio. Il Fashion Renting può rivelarsi particolarmente utile per ridurre il numero dei resi, contribuendo alla salute dell’ambiente. Con il noleggio, infatti, è possibile ottimizzare il consumo rendendolo sostenibile, indossando abiti sempre nuovi senza alimentare gli sprechi. Meno acquisti e più noleggio, insomma, sfoggiando capi d’alta moda senza comprare vestiti che, probabilmente, verrebbero utilizzati una sola volta e basta. Il Fashion Renting è candidato a diventare un prezioso alleato di marchi e stilisti poiché noleggiare i fondi di magazzino potrebbe rivelarsi la soluzione per diminuire il volume dei rifiuti tessili, un grave problema per l’ambiente dal momento che solo l’1% viene veramente riciclato.