Segreti in tavola

14.10.2026
Sagre e turismo: cosa raccontano davvero i numeri? Ne parliamo con Fulvio Giannetti
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Ciao a tutti i “mangiatori” curiosi e appassionati! Qui a Segreti in Tavola parliamo sempre di ciò che rende unici i nostri piatti, ma oggi vogliamo allargare lo sguardo: quanto incide il nostro patrimonio enogastronomico sul turismo? Più precisamente, le classiche “sagre di paese” sono in grado di attirare visitatori e far crescere l’economia dei nostri meravigliosi borghi?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo ospitato un esperto del settore: Fulvio Giannetti, CEO e co-founder di Lybra Tech.

Attraverso un recente studio di Lybra Destination Lab, che ha analizzato i flussi turistici di quasi 350 aree interne italiane confrontando i dati del 2019 con quelli del 2024, è emerso un quadro sorprendente.

Il mito sfatato: la sagra da sola non basta

Siamo abituati a pensare che basti organizzare un evento legato al cibo per riempire un borgo di turisti. I dati, però, ci dicono il contrario: le sagre, da sole, non fanno crescere automaticamente il turismo.

Oggi, questi eventi funzionano principalmente per un pubblico locale, all’interno di un raggio molto circoscritto. Il classico “mordi e fuggi”. Manca, di fatto, un forte potere attrattivo per i turisti stranieri, i quali sono sempre più alla ricerca di un turismo “esperienziale” ma che spesso non conoscono queste realtà.

Da evento locale a motore turistico: la ricetta per il successo

Cosa serve, quindi, perché una sagra diventi un vero motore di attrazione per i borghi? Fulvio Giannetti ci ha svelato gli ingredienti fondamentali per invertire la rotta:

  1. Programmazione e Comunicazione: Non possiamo aspettarci che i turisti stranieri arrivino se non comunichiamo in modo strategico. Spesso, all’estero, regioni ricche di tradizioni (come ad esempio la Sicilia) vengono percepite solo come mete balneari. Dobbiamo imparare a raccontare la ricchezza del nostro entroterra.
  2. Dal “mordi e fuggi” al pernottamento: L’obiettivo principale deve essere quello di far restare il turista. L’evento enogastronomico deve diventare un appuntamento “multigiorno”, legato al territorio, in modo da incoraggiare il pernottamento. È solo così che aumenta la spesa sul territorio e si genera un reale beneficio per l’economia locale.

L’enogastronomia italiana è un patrimonio inestimabile e noi abbiamo tutte le carte in regola per trasformare ogni degustazione in un’esperienza turistica indimenticabile. Dobbiamo solo imparare a “servirla” nel modo giusto!