Segreti in tavola

14.10.2026
Melannurca Campana IGP: il segreto è dopo la raccolta 
PLAY

Ci sono frutti la cui raccolta conclude il lavoro nei campi. Per la Melannurca Campana IGP, invece, la raccolta apre una seconda fase, decisiva. Infatti dopo essere stata staccata dall’albero, questa mela viene adagiata nei melai, su letti di materiale vegetale, dove completa il suo caratteristico arrossamento. È qui che comincia una delle pagine più interessanti dell’agricoltura campana. I produttori controllano i frutti e li girano a mano, uno per uno, perché la luce raggiunga progressivamente tutta la superficie. Un lavoro paziente, che richiede esperienza: bisogna accompagnare la maturazione, seguire il tempo, osservare come cambia la buccia.

Quest’anno il calendario ha subito un’accelerazione. Il caldo estivo ha anticipato la raccolta di circa sette-dieci giorni. Secondo il Consorzio di tutela, la qualità resta buona e i quantitativi sono in linea con le annate precedenti. È un esempio concreto di come le condizioni climatiche possano modificare i ritmi agricoli, chiedendo ai produttori di adattare il proprio lavoro.

La zona della Melannurca Campana IGP comprende 137 comuni, con importanti concentrazioni nel Casertano, nell’area giuglianese e flegrea, nelle valli Telesina e Caudina. Territori diversi, legati da una coltura e da una tecnica che continuano a dare forma al paesaggio.

Al momento dell’assaggio, quel percorso si ritrova nella polpa: compatta, croccante, succosa, con un equilibrio tra dolcezza e acidità. E in cucina? La Melannurca Campana IGP è ottima fresca, nelle torte e nelle crostate aggiunge profumo e una piacevole nota acidula. Al forno, farcita con noci e uvetta, diventa un dessert semplice e gustoso. si può gustare cruda, a fettine sottili, nelle insalate con finocchi, sedano e formaggi. In composta o saltata a spicchi accompagna formaggi stagionati, arrosti di maiale e pollame.

La sigla IGP, Indicazione Geografica Protetta, lega il prodotto al territorio e a precise regole di produzione. Nel caso della Melannurca, dietro quelle tre lettere c’è anche il sapere necessario per portare un frutto dall’albero al melaio, e dal melaio alla tavola.