Segreti in tavola
Chi di noi non ha un ricordo legato al formaggino? Quella morbida delizia che, sciolta nella minestrina o spalmata sul pane, ha accompagnato l’infanzia di intere generazioni. Ma vi siete mai chiesti come, dove e perché è nato? In questa puntata di Segreti in Tavola lo abbiamo scoperto insieme a Domenico Villani, Maestro assaggiatore e delegato ONAF per Roma e il Lazio.
Tutto ha inizio da un’esigenza molto pratica dei primi del Novecento: come conservare il formaggio a lungo, senza frigorifero, per poterlo trasportare ed esportare anche nei paesi caldi? La svolta arriva nel 1911, in Svizzera. Due signori di nome Gerber e Stettler scoprirono che aggiungendo del citrato di sodio al formaggio fuso, si otteneva una massa omogenea capace di tornare perfettamente solida una volta raffreddata. Un’invenzione a dir poco geniale!
Da lì, il passo verso il successo mondiale è stato brevissimo. Tra il 1913 e il 1914, James Kraft portò l’idea negli Stati Uniti, trasformandola in un trionfo commerciale assoluto. Negli anni ’20, in Francia, Leon Bel ideò i celebri formaggini a triangolino con l’iconica Vache qui rit (la mucca che ride), dando vita a una mascotte immortale del marketing. E in Italia? Il vero boom è arrivato nel secondo dopoguerra, quando i formaggini fusi sono diventati l’alimento per eccellenza per i più piccoli.