Segreti in tavola

16.09.2026
Annalena De Bortoli ci svela i segreti dello zanshin, lo spirito con cui si vince o si perde in Giappone
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Un viaggio nella cultura gastronomica giapponese che va oltre il piatto per toccare lo spirito. Nell’appuntamento con Segreti in Tavola, Francesca Romana Barberini ospita Annalena De Bortoli (coordinatrice dell’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi e autrice) per esplorare un concetto fondamentale della tradizione nipponica: lo Zanshin (残心).

  • L’Etimologia di Zanshin: La parola unisce due ideogrammi: Zan (“rimanere”) e Shin/Kokoro (“cuore”, “anima”, “sentimento”). Rappresenta lo “spirito che resta”, la concentrazione o la presenza mentale che permane anche dopo il completamento di un’azione.

  • Dalla Cerimonia del Tè alle Arti Marziali: Nato nelle arti marziali e applicato al Kyudo (tiro con l’arco) e al Cha no yu (cerimonia del tè), lo Zanshin insegna la cura del dettaglio dall’inizio fino all’ultimo istante. Come ricordava il maestro Sen no Rikyu nel XVI secolo: “Quando togli la mano dalla tazza del tè, conserva la sensazione del distacco dall’ospite”.

  • Lo Zanshin nel Sushi: Al World Sushi Cup, il Maestro Ogawa ha ricordato come l’atteggiamento finale riveli il vero carattere dello chef: umiltà nella vittoria, rispetto nella sconfitta e gratitudine verso gli ingredienti, i colleghi e gli ospiti.