Segreti in tavola

09.09.2026
La Torta delle Paste Rosse: storia di una ricetta segreta
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A Langhirano il rosso non è soltanto il colore dei salumi e delle cantine: c’è anche un dolce che, da più di un secolo, si riconosce proprio per quel colore inconfondibile. Si chiama Torta delle Paste Rosse e, se non siete di queste parti, probabilmente non l’avete mai assaggiata.

La storia ci riporta agli inizi del Novecento e al Bar Tanara, un locale che si trovava all’angolo tra via Pellegri e via Fratti. A preparare la torta erano Domenico e sua figlia Laura. All’epoca a Langhirano non c’erano pasticcerie e questo dolce veniva tagliato in piccoli tranci e venduto al bar proprio come una “pasta”, soprattutto la domenica e nei giorni di festa. Da qui il nome di Torta delle Paste Rosse. 

Ma perché rosse?

Oggi il colore arriva dall’alchermes, che impregna la frolla e le regala quella tonalità accesa. In origine, invece, si utilizzavano altri coloranti, tra cui la cocciniglia.

E qui comincia il bello: la ricetta originale non c’è più! O meglio, a Langhirano molti sostengono di conoscerla, ma ogni famiglia conserva la propria versione e qualche ingrediente cambia. La base è una frolla morbida; all’interno troviamo generalmente mandorle, cacao e amaretti. Alcune ricette aggiungono nocciole, altre cedro candito o rum. E poi naturalmente lui, l’alchermes. 

Tradizionalmente era il dolce della domenica e dei giorni di festa; ancora oggi è profondamente legato alle occasioni della comunità langhiranese alla festa patronale, e, ovviamente, al Festival del Prosciutto di Parma.

 E il segreto per prepararla bene?

Secondo me è tutto nell’equilibrio. La frolla deve rimanere morbida, il ripieno ricco ma non pesante e soprattutto l’alchermes non deve limitarsi a colorare la superficie: nella preparazione tradizionale la torta, una volta fredda, viene bagnata sia sopra sia sotto, così da acquistare profumo, colore e quella particolare consistenza che la rende immediatamente riconoscibile. 

Una tradizione così legata a Langhirano da essere diventata anche De.Co., Denominazione Comunale, il riconoscimento con cui il Comune tutela e valorizza le preparazioni che raccontano l’identità gastronomica del territorio.