Good Life
Auguri, Freddie: ottant’anni oggi! È una di quelle date che fanno un effetto strano, perché Freddie Mercury è e resterà immortale, così come Bohemian Rhapsody, We Are the Champions, Don’t Stop Me Now, Somebody to Love e gli altri brani dei Queen, che continuano a riempire gli stadi e a far cantare in coro persone che non erano ancora nate quando furono scritti. Freddie nasce Farrokh Bulsara, oggi nel 1946 in Zanzibar, da una famiglia di origine indiana. Studia a Bombay, si trasferisce in Inghilterra da adolescente, ed è un outsider in tutto: origine, nome, aspetto. Ha denti sovrannumerari, con quattro incisivi in più, che i dentisti gli consigliano di rimuovere. Lui ti tiene, convinto che alterino la sua vocalità in modo unico. E ha ragione. Ma oltre la voce, lo spettacolo, i costumi e i concerti leggendari come il Live Aid del 1985, considerato la più grande performance rock della storia, Freddie Mercury è un uomo di una generosità silenziosa e concreta. Paga le cure mediche degli amici, finanzia giovani artisti in difficoltà, organizza feste per decine di persone senza mai vantarsene. Muore nel Novembre del 1991, a quarantacinque anni, un giorno dopo aver annunciato pubblicamente di avere l’AIDS. Lascia la sua eredità milionaria alla sua amica del cuore Mary Austin e a organizzazioni benefiche per la ricerca sull’HIV. The show must go on, diceva. E lo spettacolo, ancora oggi, continua.