Segreti in tavola
Quanti prodotti possono nascondersi dentro una sola noce di cocco? Acqua, latte, olio, farina, scaglie: ogni parte cambia consistenza, sapore e persino identità in cucina! Il 2 settembre si celebra il World Coconut Day, dedicato a un frutto che, nonostante il nome, non è una vera noce, ma una drupa, come la pesca e l’oliva.
La sua origine ci porta nelle regioni tropicali dell’Indo-Pacifico, dove viene coltivato da almeno quattromila anni. Oggi i principali produttori sono Indonesia, Filippine e India. Nei climi tropicali la raccolta avviene durante tutto l’anno: i frutti giovani, destinati soprattutto all’acqua di cocco, si raccolgono dopo sei o sette mesi; per ottenere la polpa matura bisogna aspettarne circa undici o dodici.
Ma apriamolo, questo cocco! All’interno troviamo prima di tutto l’acqua: limpida, delicatamente dolce, fresca e dissetante. Cento millilitri apportano mediamente appena 15-20 calorie e contengono soprattutto acqua, zuccheri e potassio. È ottima da bere al naturale, nei frullati e nei cocktail. Attenzione, però: acqua e latte di cocco non sono la stessa cosa! Il latte si ottiene frullando e spremendo la polpa con acqua. È bianco, cremoso, vellutato, con un profumo dolce e tropicale. Può superare le 180 calorie per 100 grammi, a seconda della concentrazione, ed è ricco di grassi. In cucina è il cuore di curry, zuppe, salse, dessert e piatti speziati.
Dalla polpa essiccata si ottengono scaglie e cocco rapè: croccanti, intensi e molto energetici, circa 650 calorie per 100 grammi. Sono perfetti per biscotti, torte, praline, yogurt e macedonie.
La farina di cocco, profumata e naturalmente priva di glutine, è ricca di fibre e assorbe moltissimi liquidi: per questo, negli impasti, va utilizzata in piccole quantità. I valori cambiano secondo la lavorazione, ma generalmente apporta tra 350 e 450 calorie per 100 grammi.
E poi c’è l’olio di cocco: solido a temperatura ambiente, delicato o molto aromatico se vergine, sfiora le 900 calorie per 100 grammi ed è composto prevalentemente da grassi saturi. È indicato per dolci, preparazioni esotiche e cotture, ma sempre con moderazione.
E in Italia? La palma da cocco non viene coltivata commercialmente: il nostro clima è troppo freddo. Può vivere soltanto come pianta ornamentale, in vaso o in ambienti protetti. Il vero segreto del cocco? È un frutto trasformista: cambia forma, consistenza e sapore, ma ogni volta riesce a portare nel piatto un piccolo assaggio di Tropici!