Segreti in tavola
Che cosa accade quando il latte incontra due microscopici alleati? Nasce uno degli alimenti più antichi, versatili e sorprendenti della nostra tavola: lo yogurt! E oggi, 1° settembre si celebra lo Yogurt Day, un’occasione perfetta per affondare il cucchiaino nella sua storia.
Le sue origini sono antichissime e non possono essere attribuite con certezza a un solo popolo. Probabilmente lo yogurt nacque migliaia di anni fa, tra il Medio Oriente e l’Asia centrale, grazie alle comunità nomadi che trasportavano il latte in otri di pelle. Il calore e i microrganismi naturalmente presenti lo facevano fermentare: il latte diventava più denso, acidulo e, soprattutto, si conservava più a lungo.
Anche il nome racconta questa trasformazione: “yogurt” deriva dal turco “yoğurmak”, che significa addensare o coagulare.
Ma qual è il suo segreto? Due fermenti vivi: lo Streptococcus thermophilus e il Lactobacillus bulgaricus. Trasformano parte del lattosio in acido lattico, regalando allo yogurt la sua consistenza cremosa, il profumo delicatamente lattico e quella piacevole nota fresca e acidula.
Dal punto di vista nutrizionale conserva molte qualità del latte: proteine, calcio, fosforo e vitamine del gruppo B. Lo yogurt bianco intero è più cremoso e rotondo; quello magro, più leggero e meno vellutato. Quello greco viene colato e concentrato: è compatto, saziante e generalmente più ricco di proteine. Lo skyr, ancora più denso e proteico, è in realtà una specialità islandese simile a un formaggio fresco. Il kefir, invece, è più liquido, frizzante e fermentato da una comunità più complessa di batteri e lieviti. E attenzione agli yogurt alla frutta o aromatizzati: possono contenere quantità importanti di zuccheri aggiunti.
In cucina lo yogurt è un vero trasformista. È perfetto a colazione con frutta e cereali, ma anche nelle salse, come lo tzatziki, nelle marinature di carne e pollo, nelle zuppe fredde e nei dressing per le insalate. Negli impasti rende torte e focacce più morbide; nei dessert può sostituire, almeno in parte, panna, burro o mascarpone.
Un consiglio? Nelle preparazioni calde aggiungetelo a fuoco spento: conserverà meglio la sua cremosità senza separarsi.
Perché dietro un semplice vasetto si nasconde una storia millenaria fatta di viaggio, fermentazione e ingegno. Ed è proprio questo il segreto dello yogurt!