Good Life
È dura, pelosa e impenetrabile all’apparenza. Eppure, dentro nasconde un universo di sapori, profumi e nutrimenti che le civiltà tropicali hanno sfruttato per millenni con una creatività che ancora oggi stupisce. La noce di cocco ( o come dicono gli studiosi: Cocos nucifera) è una delle piante più versatili e sacre che la natura abbia prodotto.
Il nome scientifico viene dal portoghese coco, che significava “testa di scimmia”, ed è un riferimento ai tre occhi scuri sulla superficie del guscio che i marinai portoghesi del Cinquecento trovavano inquietanti. Ma le culture che la coltivano da secoli la chiamano in modo diverso. In sanscrito è “l’albero che fornisce tutto ciò che è necessario per vivere”. Un nome che dice tutto: l’albero di cocco dona cibo, acqua, olio, fibra, legno, carburante, materiale da costruzione. L’acqua di cocco contenuta nella noce giovane, poi, è uno degli elettroliti naturali più bilanciati che esistano: ricca di potassio, magnesio, sodio e calcio, è stata usata come soluzione reidratante d’emergenza durante la Seconda Guerra Mondiale in mancanza di flebo. L’olio di cocco vergine è ricco di acidi grassi a catena media, metabolizzati rapidamente dal corpo come fonte di energia immediata. La polpa è ricca di fibre e antiossidanti. In India, Indonesia, Filippine e in tutta l’Africa subsahariana il cocco non è un ingrediente esotico: è il centro della cucina quotidiana, della medicina tradizionale, della vita spirituale. Ogni parte dell’albero viene usata, e nulla sprecato. Un modello di economia circolare ante litteram. Da oggi, perché non aggiungi un cucchiaio di olio di cocco alla tua colazione, o bevi un sorso di acqua di cocco? Il tropico ti aspetta.