Segreti in tavola

28.08.2026
Galateo in viaggio: Nicola Santini ci svela i segreti delle buone maniere in aereo
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L’estate e i periodi di vacanza ci portano spesso a viaggiare in aereo, magari per tratte lunghe dove il pasto ad alta quota diventa un momento tanto atteso quanto, a volte, temuto. Insieme a Nicola Santini, grande esperto di bon ton, giornalista e direttore del settimanale Vero, ho deciso di portarvi tra le nuvole per svelare i segreti delle buone maniere in volo, perché l’educazione e il rispetto per il prossimo non vanno mai in vacanza, nemmeno a undicimila metri di altezza.

Mangiare in aereo è una vera e propria sfida di ingegneria e pazienza. Il vassoio che ci viene servito ha spesso le dimensioni di un francobollo e tentare di aprire contemporaneamente il pane, il burro, l’insalata e il dessert equivale a progettare un complicato trasloco in classe Economy. Lo spazio è limitatissimo e la gestione degli incastri richiede un talento particolare, per questo è fondamentale mantenere l’ordine senza mai invadere lo spazio vitale di chi viaggia accanto a noi.

A proposito di spazi vitali, esiste una regola d’oro che troppi passeggeri fingono di dimenticare: reclinare il sedile mentre la persona dietro di noi sta cercando di consumare il proprio pasto è un atto di profonda scortesia. È necessario riportare lo schienale in posizione eretta. Allo stesso modo, quando impugniamo il coltello per tagliare la nostra pietanza, dobbiamo ricordarci che scuotere il tavolino con troppa foga significa trasmettere l’intera cronaca fisica della nostra cena direttamente alla schiena del malcapitato seduto davanti a noi.

Poi c’è il delicato capitolo delle porzioni e del cibo portato da casa. I pasti a bordo sono rigorosamente calcolati al millimetro, quindi è assolutamente vietato fissare il vassoio altrui o chiedere al vicino se ha intenzione di mangiare il suo dolce prima ancora che abbia tolto la pellicola protettiva. Se invece decidiamo di portarci il pranzo al sacco per evitare i menù di bordo, dobbiamo fare i conti con la convivenza forzata. Aprire un panino con tonno, cipolla e uovo in una cabina chiusa e pressurizzata significa dimenticare una regola base della società civile: la nostra libertà gastronomica finisce esattamente dove comincia l’olfatto del passeggero seduto al nostro fianco.

Il viaggio deve essere un piacere condiviso, dalla partenza fino all’atterraggio, fatto di buone maniere e rispetto reciproco. Continuate a viaggiare con noi e a scoprire i territori del gusto. Buon viaggio e, soprattutto, buon appetito ad alta quota!