Segreti in tavola

26.08.2026
Detroit-style: vi svelo i segreti della pizza nata in fabbrica
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C’è una pizza che racconta una città: è squadrata, generosa, croccante ai bordi e soffice al centro. È la Detroit-style pizza, una specialità americana con un’anima profondamente italiana.

La sua storia comincia nel 1946 al Buddy’s Rendezvous, un locale nella zona est di Detroit. Qui Gus Guerra, figlio di immigrati siciliani, prepara una pizza ispirata allo sfincione: impasto alto, morbido e ben lievitato. Ma per cuocerla utilizza particolari teglie rettangolari di acciaio, simili a quelle impiegate nelle fabbriche automobilistiche per contenere piccoli pezzi e componenti.

D’altra parte, siamo a Detroit, la città dei motori! E così persino una pizza finisce per portare con sé un frammento della sua storia industriale.

La Detroit-style si riconosce subito: è rettangolare, ha una base spessa ma sorprendentemente ariosa e, soprattutto, presenta un irresistibile bordo di formaggio croccante e caramellato.

La versione tradizionale prevede pepperoni, salsa di pomodoro profumata e Wisconsin Brick Cheese, un formaggio cremoso, burroso e particolarmente adatto alla fusione. Da noi è difficile trovarlo, ma possiamo sostituirlo con un buon mix di mozzarella ben asciutta, provolone dolce e una piccola parte di cheddar.

E attenzione all’ordine degli ingredienti: prima il pepperoni, poi il formaggio distribuito fino a toccare i bordi della teglia e, soltanto alla fine, la salsa di pomodoro, versata in strisce sulla superficie. Una specie di pizza “al contrario”!

Il segreto per prepararla al meglio? Un impasto molto idratato, una lievitazione lenta e una teglia di metallo ben unta. Ma soprattutto il formaggio deve arrivare fin negli angoli: durante la cottura scivolerà tra l’impasto e la teglia, formando quella crosticina scura, croccante e saporitissima chiamata “frico”.

E quando la sfornate, aspettate qualche minuto prima di staccarla dalla teglia. Lo so, sarà difficile resistere… ma anche la pizza di Detroit, come tutte le grandi storie di cucina, pretende il suo tempo!