Segreti in tavola
La World Sushi Cup ha incoronato i suoi nuovi campioni con un podio che conferma un trend affascinante: la grande arte del sushi ha ormai conquistato una dimensione profondamente globale ed europea. A salire sul gradino più alto è stato lo chef romeno Tanasie, seguito da un collega brasiliano al secondo posto e da uno olandese al terzo. Un risultato che sovverte i vecchi cliché e conferma come la maestria nelle tecniche nipponiche stia radicandosi con straordinaria qualità nel nostro continente, proseguendo la scia di affermazioni che negli anni passati aveva già visto trionfare professionisti lituani e francesi.
I talenti italiani in gara non sono riusciti ad agguantare la top 15, posizionandosi comunque con grande onore tra i primi 25 al mondo. Se la valutazione pura dei piatti presentati dai nostri portabandiera avrebbe garantito un piazzamento tra il decimo e il quindicesimo posto, a fare la differenza quest’anno è stata un’importante novità nei criteri di giudizio. La giuria ha infatti fatto pesare per il 50% del voto finale la rigorosa aderenza alla preparazione in stile giapponese: l’ordine assoluto, la pulizia del banco, la metodicità nei gesti e il modo di maneggiare coltelli e stoviglie. Un dettaglio fondamentale che dimostra come il margine di crescita per i nostri chef risieda soprattutto nell’assimilazione della disciplina e della mentalità tradizionale nipponica.
Non sono mancati, tuttavia, premi di altissimo prestigio per la squadra italiana. Clayton Kawamura si è aggiudicato il premio speciale Yamasa, assegnato dallo storico produttore di salsa di soia per la straordinaria cura e la riuscita armonia di sapori del suo sushi. Paolo Cigna ha conquistato l’encomio di apprezzamento dell’ambasciata norvegese per la sezione pesca, venendo premiato per la maestria e il rispetto con cui ha trattato la materia prima.
La manifestazione ha regalato anche momenti di alto valore formativo, come la masterclass del maestro Kawasumi Sensei sul Kazari sushi, una complessa e affascinante forma di sushi decorativo professionale. A chiudere l’evento sono state le parole di Ogawa Sensei, che ha salutato i partecipanti richiamando il concetto di Zanshin, quella consapevolezza e presenza mentale che rimane vigile anche dopo la conclusione del gesto. Un insegnamento prezioso che accompagnerà i nostri appassionati verso i prossimi approfondimenti dedicati ai grandi segreti della cultura gastronomica orientale.