Segreti in tavola
Avete mai pensato che uno dei piatti più famosi al mondo è nato da appena tre ingredienti? La caprese è la dimostrazione che la semplicità, quando incontra la qualità, può diventare un simbolo della cucina italiana.
La sua storia ci porta a Capri, negli anni Venti del Novecento. Secondo la leggenda, fu preparata per la prima volta in un albergo dell’isola come omaggio ai colori della bandiera italiana: il rosso del pomodoro, il bianco della mozzarella e il verde del basilico. C’è anche chi racconta che nacque come un panino “patriottico”, poi trasformato in insalata. Qualunque sia la vera origine, una cosa è certa: la caprese è diventata un’icona del Mediterraneo.
Ma attenzione: una buona caprese si costruisce scegliendo ingredienti eccellenti. Il pomodoro deve essere maturo, profumato e ricco di sapore. Tra i migliori ci sono il cuore di bue, il costoluto o un grande pomodoro da insalata, mentre al Sud si usano spesso anche i datterini o i pomodori del Piennolo. La mozzarella ideale? Quella di bufala campana DOP, succosa e intensa, oppure un ottimo fiordilatte se si desidera un gusto più delicato. Immancabili il basilico fresco, un eccellente olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale. Il pepe? Solo se piace, ma senza esagerare.
Esistono poi tante interpretazioni regionali. In Puglia, ad esempio, si prepara con la burrata; in Sicilia si aggiungono origano o capperi, mentre in alcune zone della Liguria compare persino il pesto. Sono varianti gustose, ma la ricetta classica resta insuperabile nella sua essenzialità.
E il vero segreto? Non servitela mai appena uscita dal frigorifero. Pomodori e mozzarella devono essere a temperatura ambiente: solo così sprigionano tutti i loro profumi e il loro sapore. Perché la caprese non è soltanto un’insalata: è l’estate italiana raccontata in un piatto.