Segreti in tavola

29.06.2026
L’Italia del gusto: quando il Made in Italy sa fare squadra
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Il cibo italiano continua a conquistare il mondo. Dietro questo successo, però, non ci sono soltanto ricette, tradizioni e prodotti d’eccellenza: c’è anche il lavoro di chi, da vent’anni, ha scelto di unire le forze per promuovere il Made in Italy sui mercati internazionali. È la storia del Consorzio Italia del Gusto.

Oggi è con noi a Segreti in Tavola il Presidente del Consorzio Giacomo Ponti.

L’Italia del Gusto celebra un traguardo importante: due decenni in cui decine di aziende, spesso concorrenti sul mercato, hanno scelto di fare squadra per valorizzare un patrimonio comune, quello del Made in Italy. Un’intuizione che nel tempo si è rivelata vincente.

I numeri lo confermano: nel 2025 l’export agroalimentare italiano ha raggiunto i 59,3 miliardi di euro, con una crescita del 5,1%, mantenendo l’Italia al sesto posto tra gli esportatori mondiali. A trainare questa crescita è soprattutto l’Europa, ma i prodotti italiani continuano a conquistare consumatori in ogni angolo del pianeta.

ll presidente del Consorzio Giacomo Ponti, in questa puntata ci racconta che la vera forza di Italia del Gusto è aver dimostrato che “fare sistema” non è soltanto uno slogan, ma una strategia concreta. Unire competenze, esperienze e visioni diverse permette alle imprese di affrontare insieme le sfide dei mercati internazionali, valorizzando qualità, identità e innovazione.

Durante le celebrazioni per il ventennale, ospitate al Chiostro del Bramante a Roma, un momento particolarmente significativo è stato il riconoscimento consegnato a Giovanni Rana, fondatore e presidente onorario del Consorzio: la Moneta dedicata alla Cucina italiana Patrimonio UNESCO, simbolo di un’imprenditoria costruita su famiglia, lavoro e tradizione.

Vent’anni dopo la sua nascita, Italia del Gusto dimostra che il successo del cibo italiano non dipende solo dall’eccellenza dei singoli prodotti, ma anche dalla capacità di raccontarsi insieme. Perché il Made in Italy, quando fa squadra, riesce davvero a parlare una lingua universale: quella del gusto.