Segreti in tavola
Ma è vero che una ciliegia tira l’altra? A giudicare dal successo di questo frutto, sembrerebbe proprio di sì. Dolci, succose e irresistibili, le ciliegie sono tra i simboli più amati dell’estate e hanno una storia antichissima.
Le loro origini risalgono all’Asia Minore, nell’area dell’antica città di Cerasunte, sulle coste del Mar Nero, nell’attuale Turchia. Furono i Romani a diffonderle in tutto l’Impero e da allora il ciliegio è diventato protagonista di paesaggi, tradizioni e ricette in gran parte del mondo.
Oggi il Paese che produce più ciliegie è proprio la Turchia, seguita da Cina e Stati Uniti. Per quanto riguarda i consumi, la Cina è tra i mercati più importanti e dinamici, con una domanda in continua crescita che assorbe enormi quantità di questo frutto.
In Italia le ciliegie sono una vera eccellenza agricola e possono vantare riconoscimenti prestigiosi. Tra le più famose troviamo la Ciliegia di Marostica IGP, in Veneto, caratterizzata da polpa soda e gusto equilibrato; la Ciliegia dell’Etna DOP, coltivata sui terreni vulcanici alle pendici dell’Etna, e la Ciliegia di Vignola IGP, in Emilia-Romagna, considerata tra le più pregiate per dimensioni, croccantezza e dolcezza.
Ma come conservarle al meglio? Una volta acquistate è bene riporle in frigorifero, senza lavarle, all’interno di un contenitore aperto o di un sacchetto di carta. Il lavaggio va fatto soltanto poco prima del consumo, per evitare che l’umidità ne acceleri il deterioramento. Per gustarle al massimo della loro bontà, però, il consiglio è semplice: tiratele fuori dal frigorifero almeno mezz’ora prima di mangiarle. A temperatura ambiente sprigionano tutto il loro profumo e la loro naturale dolcezza.
Ricche di acqua, fibre, vitamina C e antociani, le sostanze responsabili del loro colore rosso intenso, le ciliegie non sono soltanto buone: sono anche preziose alleate del benessere.
E allora, approfittiamo della loro breve stagione: perché l’estate, in fondo, ha proprio il sapore di una manciata di ciliegie appena colte.