Segreti in tavola
In questa puntata di Segreti in Tavola, insieme a Maurizio Dattero, autore del libro Piacere Vino, abbiamo fatto un viaggio nel cuore del Piemonte insieme all’esperto Maurizio D’Attero. L’obiettivo? Riscoprire uno dei tesori più affascinanti della nostra viticoltura autoctona: il Timorasso.
Il territorio e la storia: dal declino alla rinascita
Il Timorasso è un vitigno a bacca bianca autoctono del Piemonte, coltivato in un’area piccolissima e molto specifica della regione:
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La produzione si concentra nel sud-est, precisamente nella zona del Tortonese, in provincia di Alessandria.
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È un vero e proprio avamposto di confine, dove il Piemonte stringe la mano a Lombardia, Emilia e Liguria.
Fino alla fine dell’Ottocento, il Timorasso era uno dei vini più diffusi e apprezzati della zona. Purtroppo, l’arrivo della fillossera – il terribile parassita che a fine secolo devastò i vigneti europei – ne decretò quasi la scomparsa, come accadde a molti altri vitigni locali.
La vera svolta è arrivata alla fine degli anni ’80. Grazie alla lungimonanza di vignaioli come Walter Massa, Claudio Mariotto e altri piccoli produttori tortonesi, il Timorasso è stato letteralmente salvato dall’oblio e rilanciato. Oggi, ed è una bellissima sorpresa, è uno dei vini italiani che sta registrando la maggiore crescita e il più grande successo sul mercato.
Cosa c’è nel calice: il “Riesling” all’italiana
Diciamocelo chiaramente (anche se i produttori non lo ammetterebbero mai così apertamente!): il Timorasso ricorda moltissimo il celebre Riesling tedesco per la sua straordinaria capacità di evolversi nel tempo.
Da giovane: si presenta come un vino fresco, immediato e piacevolmente fruttato.
Con l’invecchiamento: dopo 4 o 5 anni sulle spalle, subisce una metamorfosi magica. Sprigiona profumi completamente diversi, dominati da note minerali, sentori di pietra, sale e i caratteristici idrocarburi (quel leggero aroma di “benzina” tanto amato dagli esperti).
I segreti: Per preservare intatta questa incredibile evoluzione, tantissimi produttori di Timorasso hanno scelto di utilizzare il tappo a vite. Proprio per questa scelta, nel mondo del vino, si sono guadagnati il simpatico soprannome di… “gli svitati”!