Good Life
Tira fuori una comune penna dalla borsa o dalla tasca della giacca e guardala con attenzione: Lo sai che, proprio oggi si festeggia il brevetto di questo semplice oggetto? E’ il 1943, e avviene ad opera dei fratelli ungheresi László e György Bíró, da cui il nome. Ma prima di questa geniale e apparentemente semplice invenzione? Nelle scuole, i bambini dovevano destreggiarsi ogni giorno con banchi di legno dotati di calamaio integrato, instabili pennini metallici che rigavano i fogli e sporcavano dappertutto, e fogli di carta assorbente a portata di mano. Per non parlare dei bambini mancini, che affrontavano fatiche raddoppiate e venivano spesso (ingiustamente!) puniti, solo perché spalmavano inevitabilmente l’inchiostro ancora fresco sul foglio. L’intuizione che cambia la storia, arriva a László Bíró osservando dei bambini che giocano a biglie per strada: si accorge che una pallina, dopo essere rotolata in una pozzanghera, lascia dietro di sé una scia di fango perfettamente regolare, continua e della stessa larghezza. Pensa, così, di inserire una minuscola sfera d’acciaio mobile sulla punta di un tubetto di inchiostro viscoso. Quella piccolissima sfera rotante ha democratizzato la scrittura nel mondo, liberando intere generazioni dal vincolo dei calamai e permettendo ai pensieri di scorrere liberi, precisi e puliti su qualunque pezzo di carta.