Segreti in tavola

31.05.2026
Il futuro dell’agroalimentare passa dalla cooperazione come ci spiega Raffaele Drei Presidente Confcooperative Agroalimentare Pesca 
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Cosa serve oggi per rendere davvero competitivo l’agroalimentare italiano? Più giovani, più innovazione, ma anche più cooperazione. È questo il cuore dell’Assemblea nazionale di Confcooperative Agroalimentare Pesca, in programma il 27 maggio a Roma, come ci racconta in questa puntata Raffaele Drei Presidente, un appuntamento che ha riunito istituzioni italiane ed europee per discutere il futuro di uno dei settori più importanti del nostro Paese.

Pensate che Confcooperative Agroalimentare Pesca rappresenta oltre 2.500 cooperative agroalimentari e della pesca, con più di 410 mila soci agricoli e un valore economico che raggiunge i 38 miliardi di euro di fatturato. Numeri enormi, che raccontano un modello produttivo fatto non solo di imprese, ma anche di territori, comunità e filiere.

Il titolo scelto per questa edizione è significativo: “Competitività, giovani, cooperazione”. Al centro del dibattito ci sono i temi cruciali come il ricambio generazionale, la crescita delle imprese cooperative e le strategie per affrontare le nuove sfide economiche e ambientali.

Durante la giornata è stato presentato anche uno studio di Euricse dedicato proprio al futuro delle filiere cooperative, mentre il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida interverrà sulle politiche nazionali per il comparto.

Spazio poi all’Europa, con una tavola rotonda che ha visto protagonisti rappresentanti del Parlamento europeo e del mondo cooperativo internazionale, per capire come cambieranno le politiche agroalimentari comunitarie nei prossimi anni. Perché oggi parlare di agricoltura significa parlare anche di economia, sostenibilità, occupazione e identità italiana. E la cooperazione, ancora una volta, prova a dimostrare che fare rete può essere la chiave per dare più valore al nostro cibo e ai territori da cui nasce.