Segreti in tavola
Continua il racconto delle donne che hanno contribuito alla storia della gastronomia da parte della scrittrice Clara Vada Padovani: in questa puntata si sofferma su Luisa Spagnoli, la signora del cioccolato italiano, della quale però oggi è rimasto anche il marchio di una celebre casa di moda. La sua storia può essere riassunta in tre parole: coraggio, eleganza, invenzione.
Nata a Perugia il 30 ottobre 1877, Luisa Sargentini – questo il suo cognome da nubile – si sposa molto giovane con Annibale Spagnoli. È una donna pratica, intuitiva, piena di ideea. Nel 1907, insieme con il marito, con Francesco Buitoni e altri due soci, fonda la Perugina. All’inizio è un piccolo laboratorio di confetti e caramelle con appena una quindicina di dipendenti. Gli anni sono difficili. Ma Luisa Spagnoli ha una qualità fondamentale: capisce i gusti, i desideri, le emozioni legate al cibo. Non si limita a dirigere l’azienda: sperimenta ricette, segue le lavoratrici, organizza i reparti.
Il prodotto più celebre della Perugina nasce da una sua invenzione: si era accorta che nella lavorazione del cioccolato avanzavano frammenti di nocciole e granella. Con questi, Luisa creò un cioccolatino irregolare, dalla forma un po’ “a pugno”. In origine il nome scelto sarebbe stato “cazzotto”, si preferì qualcosa di più poetico: nasce così il Bacio Perugina. È il 1922. Sopra il cioccolatino viene posta una nocciola intera, mentre all’interno compaiono i celebri cartigli d’amore, ispirati – secondo la tradizione – ai biglietti che Luisa e il direttore Giovanni Buitoni si scambiavano segretamente.
La sua intraprendenza la porta ad avviare un allevamento di conigli d’angora: da questa intuizione nascerà l’azienda di confezioni “Luisa Spagnoli”, inizialmente specializzata in capi di lana d’angora, per poi divenire una nota casa di moda italiana. Morì, a soli 57 anni, nel 1935.