Segreti in tavola

03.06.2026
Sulle orme di San Francesco: il Direttore Giuseppe Cerasa ci racconta la guida dedicata a luoghi fede, borghi e sapori
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Cosa resta, ottocento anni dopo, del messaggio di San Francesco? Forse il silenzio dei boschi, la spiritualità dei cammini… ma anche il profumo del pane nei borghi umbri, il vino delle colline marchigiane, l’olio della Toscana e le tavole semplici del Lazio. È proprio da qui che parte la nuova Guida di Repubblica “Francesco: Umbria, Toscana, Lazio, Marche. I luoghi del Santo 800 anni dopo”, protagonista di questa puntata di Segreti in Tavola insieme al direttore delle Guide di Repubblica, Giuseppe Cerasa.

Un grande racconto che attraversa i territori francescani più autentici, da Assisi a Greccio, da La Verna fino alle Marche, seguendo le orme del Santo tra spiritualità, arte, natura ed enogastronomia. Il 2026 segna infatti un anniversario speciale: gli 800 anni dalla morte di San Francesco. E questa guida diventa quasi una bussola per pellegrini, viaggiatori e curiosi che vogliono scoprire l’anima più profonda dell’Italia centrale.

Nel volume trovano spazio città e borghi straordinari come Gubbio, Spoleto, Montefalco, Bevagna, Narni e Trevi, ma anche i grandi cammini spirituali, primo fra tutti la Via di Francesco, recentemente riconosciuta dal Consiglio d’Europa come Itinerario culturale europeo. Un percorso che intreccia fede e paesaggio, memoria e futuro.

E naturalmente non manca il gusto: ben 178 ristoranti, 60 dimore dove soggiornare e decine di luoghi del gusto che raccontano prodotti, tradizioni e identità di questi territori. Perché il viaggio francescano passa anche attraverso una cucina essenziale, sincera, profondamente legata alla terra.

Ad arricchire la guida ci sono poi le testimonianze di grandi protagonisti della cultura e dello spettacolo come Anthony Hopkins, Stanley Tucci, Liliana Cavani e Pupi Avati, che raccontano il loro personale legame con San Francesco e con questi luoghi senza tempo.

Un viaggio che parla di bellezza, spiritualità e accoglienza. Ma soprattutto di un messaggio universale che, dopo otto secoli, continua ancora a parlarci con straordinaria forza.