Segreti in tavola

02.06.2026
Gigi Padovani: un ricordo personale di Carlo Petrini, con cui ha scritto due libri
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Il giornalista e scrittore Gigi Padovani, nel giorno che ricorda l’avvento della Repubblica Italiana, ci racconta una visione personale del fondatore di Slow Food Carlo Petrini, che ci ha lasciato il 21 maggio scorso. Padovani racconta che è stato molto impegnativo ma coinvolgente lavorare con lui alla stesura di due libri dedicati alla “biografia ufficiale” del movimento con la chiocciola: “Slow Food Revolution”, Rizzoli 2005, tradotto negli Stati Uniti e in Turchia, e “Slow Food. Storia di un’utopia possibile”, Giunti-Slow Food Editore 2017.  «È iniziata così la mia collaborazione con Carlin e per oltre cinquant’anni ne ho condiviso molte battaglie politiche e culturali, da amico e da giornalista. Non fu facile vincere la sua ritrosia e la naturale vocazione a non volersi mai prendere troppo sul serio. Non voleva essere considerato soltanto lui il protagonista di quella rivoluzione che ha cambiato per sempre il modo di considerare il cibo e i suoi produttori, il rapporto tra agricoltura e industria, l’educazione al gusto e la conoscenza dei territori».

Definito da molto un “visionario con i piedi per terra”, Carlo Petrini è partito dalla provincia italiana, da Bra, per conquistare il mondo con le sue idee, che ha saputo realizzare. Nel ricordarlo, Slow Food ha voluto usare questo slogan: “Chi semina utopia raccoglie realtà”. E nel secondo libro scritto con Gigi Padovani, che può essere considerato come un testamento spirituale di Petrini, ci sono anche molte testimonianze di personaggi importanti dell’imprenditoria influenzati dalle sue battaglie, come Guido Barilla, Giuseppe Lavazza, Oscar Farinetti.