Segreti in tavola
In questa puntata di “Segreti in Tavola”, condotta da Francesca Romana Barberini, si è affrontato un tema tanto quotidiano quanto dibattuto: l’acqua che portiamo sulle nostre tavole. A fare chiarezza tra falsi miti e realtà scientifiche è intervenuto il professor Loris Pietrelli, chimico industriale, docente alla Sapienza di Roma e ricercatore dell’ENEA.
Quali sono le reali differenze tra le acque in bottiglia e la cosiddetta “acqua del sindaco”? Scopriamolo insieme.
Una Questione di Concentrazione e “Cura”
Il primo, rassicurante chiarimento del professor Pietrelli riguarda la sicurezza: tutte le acque, sia quelle erogate dai rubinetti che quelle minerali, sono sicure e si possono bere in totale tranquillità.
La differenza sostanziale risiede nei limiti normativi relativi alla concentrazione degli oligoelementi presenti.
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Il legislatore considera l’acqua minerale come un’acqua “curativa”.
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Proprio per questo motivo, le acque in bottiglia sono autorizzate ad avere concentrazioni di alcuni elementi superiori rispetto all’acqua del rubinetto.
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Sono pensate per un consumo mirato, spesso limitato nel tempo, per chi ha bisogno di curarsi o integrare specifici elementi.
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Un consumo eccessivo di queste acque, senza una reale necessità terapeutica, potrebbe risultare inopportuno per l’organismo.
Al contrario, l’acqua del sindaco è destinata al consumo continuo e quotidiano di tutta la popolazione e, per questo motivo, è soggetta a limiti di concentrazione più bassi e stringenti.
Cos’è Davvero il Residuo Fisso?
Sentiamo spessissimo parlare di “residuo fisso” nelle pubblicità, ma di cosa si tratta esattamente? Il professor Pietrelli lo ha spiegato con un’immagine molto domestica e diretta: il residuo fisso è ciò che rimane fisicamente quando l’acqua evapora.
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Per fare un’analogia visiva, è l’equivalente di quell’incrostazione bianca (spesso ricca di calcio) che notiamo sul fondo delle pentole dopo aver fatto bollire l’acqua.
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Un’acqua con un residuo fisso molto alto indica una forte presenza di minerali depositati.
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Assumere costantemente un’acqua molto calcarea e con un alto residuo fisso può risultare eccessivo se non bilanciato dalle reali esigenze del proprio corpo.