Da Non Perdere

27.04.2026

La musica non è solo una sequenza di note, ma una necessità vitale e uno spazio di identità collettiva dove le generazioni si incontrano e si trasformano. La nuova mostra ospitata al Palazzo Esposizioni Roma celebra questa forza pulsante, esplorando come il suono abbia contaminato la poesia, la pittura, il cinema e la controcultura, diventando il motore principale del cambiamento sociale in Italia. Questa iniziativa si inserisce nel solco della valorizzazione delle correnti culturali che hanno reso Roma un crocevia internazionale di sperimentazione, nutrito sia da talenti autoctoni che da artisti stranieri attratti dal fermento della Capitale.

Un decennio di rivoluzioni sonore e visive

Il cuore dell’esposizione batte negli anni Settanta, un’epoca d’oro in cui Roma fungeva da palcoscenico per un dialogo continuo tra linguaggi artistici differenti. Grazie all’allestimento curato dal collettivo THREES (già ideatore del festival Terraforma), i visitatori possono immergersi in un percorso sensoriale unico. La narrazione non si limita all’ascolto, ma prende forma attraverso circa 700 fotografie spesso inedite, video d’epoca, manifesti originali e cimeli rari che raccontano i protagonisti assoluti della scena nazionale e internazionale.

Dai cantautori al rock progressivo: i protagonisti

Camminando tra le sale, si rivive l’epopea di icone italiane come Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Rino Gaetano e Renato Zero, intrecciata alle sperimentazioni di Franco Battiato e alla potenza vocale di Mia Martini. Il respiro cosmopolita della città è testimoniato dal passaggio di leggende quali David Bowie, Patti Smith, i Pink Floyd e i Rolling Stones, mentre il genio di Ennio Morricone e il prog-rock di gruppi come i Goblin, la PFM e il Banco del Mutuo Soccorso definiscono l’identità sonora di quegli anni. Oltre alla colonna sonora, arricchita da rivisitazioni contemporanee, la mostra presenta una serie di interviste esclusive realizzate da Stefano Pistolini a figure chiave come Renzo Arbore e Carlo Massarini.

Dalle Stelle di Mario Schifano ai Poeti di Castelporziano

Il percorso espositivo crea un ponte ideale con la grande mostra dedicata a Mario Schifano al piano nobile. L’incipit è fissato nel leggendario evento del 1967 al Piper Club, Grande angolo, sogni & stelle, dove le proiezioni e il rock psichedelico delle Stelle di Mario Schifano trasformarono l’arte d’avanguardia in un’esperienza metropolitana collettiva. Questo afflato di condivisione trova il suo epilogo ideale nella rievocazione del Festival Internazionale dei Poeti di Castelporziano del 1979. Sulla spiaggia di Ostia, sotto la visione di Renato Nicolini, migliaia di giovani videro alternarsi giganti della Beat Generation come Allen Ginsberg e Gregory Corso insieme a intellettuali del calibro di Fernanda Pivano e Dario Bellezza, chiudendo simbolicamente un decennio irripetibile di libertà espressiva.