Segreti in tavola

25.04.2026
I piatti partigiani: la cucina delle resistenza
PLAY

Cosa significa cucinare quando non si ha quasi nulla? Quando il cibo diventa sopravvivenza, ma anche scelta, identità e resistenza? In questa puntata di Segreti in Tavola, trasmessa in occasione del 25 aprile, esploriamo queste domande insieme a Lorena Carrara, coautrice con Elisabetta Salvini del libro Partigiani a tavola. Storie di cibo resistente e ricette di libertà, edito da Fausto Lupetti.

Si tratta di un viaggio intenso dentro una cucina dimenticata, quella dei partigiani, che rivela come la Resistenza non sia stata fatta solo di azioni militari e strategie, ma anche di gesti quotidiani, silenziosi e spesso invisibili. Procurarsi da mangiare, dividere un pezzo di pane o trasformare il nulla in nutrimento erano atti necessari per sostenere il corpo e, soprattutto, lo spirito.

La cucina dell’emergenza e il ruolo dei civili

Lorena Carrara descrive una cucina poverissima e di fortuna, basata su ingredienti semplici come castagne, erbe spontanee, farine recuperate e minestre allungate. Era una gastronomia che viveva spesso di contrabbando, resa possibile solo grazie all’aiuto fondamentale dei civili. Contadini, donne e intere famiglie rischiavano quotidianamente la vita per far arrivare alle brigate un sacco di farina, un po’ di latte o qualche patata.

Questo sostegno logistico e umano era estremamente pericoloso, poiché la scoperta da parte delle milizie fasciste poteva portare alla fucilazione immediata. Nonostante il rischio estremo, la rete di solidarietà non si spezzò mai, rendendo il cibo il primo vero strumento di connessione tra la popolazione e i combattenti.

Il valore simbolico del pasto

Anche nelle condizioni più drammatiche, il cibo non ha mai perso il suo profondo valore simbolico. Preparare qualcosa di caldo e condividere un pasto tra compagni significava preservare la propria umanità e riaffermare la volontà di resistere. In questo contesto, le ricette raccolte nel libro diventano vere e proprie testimonianze storiche.

Non siamo di fronte a semplici piatti, ma a storie di coraggio, di ingegno e di solidarietà. Queste preparazioni sono la prova tangibile che, persino nei momenti più bui, la cucina può trasformarsi in un atto di libertà. Oggi più che mai, riflettere su queste vicende ci spinge a chiederci quanto diamo per scontato ciò che abbiamo nel piatto, ricordandoci che la libertà è un bene che passa anche attraverso i gesti più semplici della nostra tavola.