Segreti in tavola
Avete mai sento parlare del cavolo di Pechino? è davvero un cavolo come gli altri? In realtà sì, ma con una personalità tutta sua. Si chiama anche “cavolo cinese” o “napa cabbage” ed è un ortaggio dalle foglie allungate, tenere e croccanti, molto più delicate rispetto al cavolo cappuccio a cui siamo abituati.
Arriva dall’Asia orientale, dove è un ingrediente base della cucina quotidiana, soprattutto in Cina e in Corea. Pensiamo, per esempio, al kimchi, uno dei piatti simbolo della tradizione coreana. Oggi però il cavolo di Pechino è coltivato anche in Europa, Italia compresa, e si trova facilmente nei mercati rionali ben forniti, nei supermercati e nei negozi di prodotti etnici.
Uno dei suoi punti di forza? La versatilità. Si conserva bene in frigorifero, nel cassetto delle verdure, anche per una settimana, meglio se avvolto in un panno leggermente umido o in un sacchetto traspirante. E in cucina è sorprendente: si può mangiare crudo, tagliato finemente in insalata, oppure cotto velocemente in padella, al vapore o nelle zuppe.
Dal punto di vista nutrizionale è leggero, ricco di acqua, povero di calorie ma interessante per il contenuto di vitamina C, vitamina K e sali minerali come potassio e calcio. È quindi un alleato perfetto per chi cerca gusto e benessere nello stesso piatto.
E come utilizzarlo? Provatelo in una fresca insalata con carote e semi di sesamo, saltato in padella con zenzero e salsa di soia, oppure come base per involtini vegetali. E perché no, anche in una versione più “italiana”, magari ripassato con aglio e olio o aggiunto a una minestra leggera.
Un ortaggio che arriva da lontano, ma che parla sempre più anche la nostra lingua in cucina. Perché a volte basta cambiare prospettiva, per scoprire nuovi sapori.