Segreti in tavola

22.04.2026
Vi svelo i segreti delle Orecchiette
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Vi siete mai chiesti perché le orecchiette, così piccole e apparentemente semplici, siano diventate uno dei simboli più forti della cucina italiana?

Dietro questa pasta c’è una storia antica, fatta di gesti ripetuti e tramandati, soprattutto nei vicoli di Bari, dove ancora oggi si preparano a mano, una dopo l’altra. Solo semola di grano duro e acqua: niente uova, niente scorciatoie. È una pasta povera, ma proprio per questo autentica.

Il primo segreto delle orecchiette sta nella forma: devono essere concave, con una parte più sottile al centro e un bordo leggermente più spesso. E soprattutto devono essere ruvide. È questa ruvidità che permette al condimento di aderire perfettamente. Se sono troppo lisce, qualcosa non torna.

Il secondo segreto è nella lavorazione: l’orecchietta nasce da un gesto preciso, si trascina l’impasto sul piano e poi si rovescia con il pollice. È lì che si crea quella piccola “orecchia” capace di raccogliere il sugo.

E poi c’è la cottura. Anche qui, attenzione: acqua ben salata e mai scolarle completamente. Un po’ della loro acqua deve restare, perché è proprio quella che aiuta a legare il piatto e a renderlo cremoso in modo naturale.

Nella tradizione pugliese le orecchiette incontrano spesso le verdure, come le cime di rapa, ma anche fave e piselli: una cucina che segue le stagioni e che sa valorizzare ingredienti semplici.

E allora il vero segreto, alla fine, non è solo nella forma o nella tecnica. È nel rispetto: della materia prima, del gesto, e di una tradizione che, ogni volta, si rinnova nel piatto.