Segreti in tavola
Le radici delle celebrazioni pasquali affondano in tempi lontani. Già durante il Medio Evo, i monasteri celebravano la ricorrenza offrendo cibo, preparazioni dolci e pani speciali ai meno abbienti. Oggi, la narratrice gastronomica Clara Vada Padovani ci accompagna in un viaggio ideale attraverso l’Italia, alla scoperta dei simboli dolciari che rendono unica questa festività.
Il Friuli Venezia Giulia e la Gubana di Gorizia
In Friuli Venezia Giulia, il dolce pasquale per eccellenza è la Gubana, tipica della zona di Gorizia. Si tratta di una delicata pasta sfoglia che racchiude un ripieno straordinariamente ricco. Tra gli ingredienti figurano frutta candita, frutta secca, uvetta, miele e un mix di spezie come cannella, noce moscata, pepe e chiodi di garofano. Spesso arricchita da aromi alcolici e succo di agrumi, la Gubana veniva tradizionalmente preparata seguendo ricette “segrete”, tramandate gelosamente di generazione in generazione.
Campania: dalla Pastiera al Casatiello
Spostandoci al Sud, incontriamo la celebre Pastiera napoletana. Questo dolce è il coronamento immancabile del pranzo pasquale in Campania. La tradizione vuole che la giornata inizi con il sapore deciso del Casatiello, la tipica torta rustica salata, per poi concludersi in dolcezza con l’inconfondibile aroma di fiori d’arancio e grano cotto della pastiera.
Sicilia: l’irresistibile seduzione della Cassata
Ricca di ricotta, canditi e finemente glassata, la Cassata siciliana è un capolavoro che seduce al primo sguardo. L’importanza di questo dolce è testimoniata anche dalla letteratura. Nel 1886, Carlo Collodi scriveva nel suo libro “Viaggio per l’Italia di Giannettino”:
“Qui da noi si può celebrare la Santa Pasqua magari senza entrare in chiesa, ma senza mangiare la cassata, no! Non mangiare la cassata sarebbe quasi un segno di poca devozione.”
Queste parole confermano come, in Sicilia, la cassata non sia solo un alimento, ma un vero e proprio atto di appartenenza culturale e religiosa.