Good Life
Ti sei mai chiesto come una parola di sole due lettere sia riuscita a conquistare l’intero Pianeta? Oggi ti parlo della storia di “Ok”, e della sua nascita molto bizzarra. Non è un acronimo come molti credono, ma il frutto di uno scherzo linguistico del 1839. Tutto ha inizio nella redazione del Boston Morning Post. All’epoca, tra i giornalisti di Boston, andava di moda usare abbreviazioni volutamente errate per fare dell’umorismo colto. “OK” nacque come l’abbreviazione di “Oll Korrect”, scritto con la K, una storpiatura deliberata di All Correct (Tutto corretto) scritto con la C. Mentre altre sigle dell’epoca sono svanite nel nulla, OK è sopravvissuto, ma il suo fascino va oltre l’etimologia. È diventato il simbolo della comunicazione universale. È la prima parola pronunciata sulla Luna da Buzz Aldrin e la più usata nelle interfacce digitali. Psicologicamente, dire “OK” significa dare il via libera, accettare la realtà e ridurre le tensioni: non tutto deve essere perfetto, a volte basta che sia, appunto, OK. È un esercizio di accettazione che ci libera dall’ansia della performance.