Segreti in tavola

20.03.2026
Il futuro dell’agricoltura? Salvatore Stingo ci racconta che servirà cooperare per crescere
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C’è un dato che racconta molto bene il momento che sta vivendo l’agricoltura italiana, e in particolare quella del Lazio: negli ultimi dieci anni il numero delle aziende agricole è diminuito drasticamente, così come la manodopera impiegata. Eppure, nello stesso periodo, il valore aggiunto generato dal settore è cresciuto di oltre il 40%. Un paradosso solo apparente che ci racconta un’agricoltura che cambia, si trasforma e cerca nuove strade per restare competitiva.

I numeri del settore nel Lazio

È da qui che parte la riflessione di questa puntata di Segreti in Tavola, registrata con Salvatore Stingo, presidente di Confcooperative FedAgriPesca Lazio. I numeri parlano chiaro: nel Lazio oggi ci sono oltre 62 mila aziende agricole che coltivano più dell’80% della superficie agricola regionale, dando lavoro a circa 143 mila addetti. Un settore che continua a produrre valore – oltre 2,6 miliardi di euro – ma che si trova davanti a sfide sempre più complesse.

Le sfide globali e il ricambio generazionale

Il futuro dell’agricoltura si gioca su più fronti, a partire dal cambiamento climatico e dall’aumento dei costi di produzione, fino alle tensioni geopolitiche che influenzano i mercati e rendono difficile pianificare il lavoro. Accanto a queste criticità emerge la questione cruciale del ricambio generazionale. Oggi l’età media degli agricoltori supera i 55 anni e diventa fondamentale attrarre i giovani offrendo accesso alla terra, credito agevolato e un’immagine dell’agricoltura più tecnologica e sostenibile.

Il ruolo della cooperazione e l’innovazione

In questo scenario la cooperazione diventa l’elemento centrale del cambiamento. Secondo Stingo, lavorare insieme è la chiave per affrontare le sfide attuali poiché condividere risorse, competenze e strategie permette alle imprese di essere più forti sui mercati e di investire con efficacia in innovazione.

L’agricoltura di domani non sarà più soltanto produzione di cibo, ma si trasformerà in gestione attiva del territorio, tutela della biodiversità, economia circolare e costante sviluppo tecnologico per costruire filiere sempre più solide.