Segreti in tavola

17.03.2026
San Patrizio nel bicchiere: Eugenio Signoroni ci svela i segreti della Guinness
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Il 17 marzo il mondo si tinge di verde per celebrare San Patrizio, il santo patrono d’Irlanda. Ma chi era davvero? Secondo la tradizione, Patrizio era un missionario cristiano del V secolo che contribuì alla diffusione del cristianesimo sull’isola. A lui si lega anche il celebre simbolo del trifoglio, che, racconta la leggenda, utilizzò per spiegare il mistero della Trinità.

Oggi la festa di San Patrizio è diventata una grande celebrazione popolare: parate, musica, abiti verdi e soprattutto brindisi. E se c’è una birra che più di tutte rappresenta questa giornata è senza dubbio la Guinness, la celebre stout irlandese conosciuta in tutto il mondo.

La sua storia comincia nel 1759, quando Arthur Guinness firmò un contratto di affitto di ben novemila anni per il birrificio di St. James’s Gate a Dublino. Da allora questa birra scura è diventata un simbolo dell’Irlanda. Il suo colore quasi nero deriva dall’orzo tostato, mentre la schiuma compatta e color cappuccino è una delle sue firme più riconoscibili.

Ma come si degusta davvero una Guinness? Lo scopriamo in questa puntata di Segreti in Tavola con Eugenio Signoroni, curatore della guida Birre d’Italia di Slow Food. Il servizio perfetto prevede un bicchiere a tulipano riempito in due tempi: prima fino a tre quarti, poi, dopo qualche secondo di attesa, il rabbocco finale che permette alla schiuma di assestarsi.

Al naso emergono note di caffè, cacao e cereali tostati, mentre al palato la Guinness sorprende per la sua morbidezza e per un finale leggermente amaricante ma molto equilibrato.

E allora, il 17 marzo, che siate a Dublino o a casa vostra, il modo migliore per celebrare San Patrizio è proprio questo: alzare il bicchiere e brindare con una Guinness, lasciandosi raccontare, sorso dopo sorso, una storia che profuma di Irlanda.