LE GIORNATE DEL GUSTO

25.10.2026
World Pasta Day: che vita sarebbe senza pasta? Ne parliamo con Margherita Mastromauro
PLAY

La pasta non è semplicemente un piatto: è un patrimonio di gusto, cultura e convivialità che definisce l’identità italiana nel mondo. In occasione del World Pasta Day, la ricorrenza giunta alla 28ª edizione, Segreti in Tavola su Dimensione Suono Soft ha fatto il punto sullo stato di salute e sulle prospettive future dell’alimento simbolo della cucina tricolore.

Il legame indissolubile tra gli italiani e la pasta

Secondo l’indagine condotta da AstraRicerche per Unione Italiana Food e commentata ai microfoni di Segreti in Tavola dalla presidente dei pastai Margherita Mastromauro, per 9 italiani su 10 un mondo senza pasta sarebbe impensabile e decisamente più povero, sia dal punto di vista gastronomico sia culturale.

I dati evidenziano un legame emotivo profondo:

  • Gusto ed emozione: 3 italiani su 4 associano direttamente la pasta a queste due sensazioni.

  • Valore nutrizionale e accessibilità: 7 intervistati su 10 ne sottolineano la capacità di essere un alimento nutriente, appagante e al contempo conveniente e accessibile.

  • Generazioni a confronto: Il valore identitario della pasta unisce l’intero Paese senza distinzioni di età, trovando conferme unanimi tanto tra i Baby Boomer quanto tra i giovani della Generazione Z.

I numeri di un primato mondiale

L’Italia si conferma primo produttore, primo consumatore e primo esportatore di pasta a livello globale. Nel 2025 la produzione nazionale ha sfiorato i 4,2 milioni di tonnellate, con un consumo medio pro capite di circa 23 kg all’anno.

Questo comparto rappresenta un pilastro dell’economia nazionale. Come evidenziato da uno studio The European House-Ambrosetti, il settore della pasta genera da solo 13,5 miliardi di euro di valore economico (su un totale di 80 miliardi dell’intero agroalimentare) e produce 3 miliardi di euro di valore aggiunto per l’Italia.

Le sfide future: il decalogo dei pastai italiani

Dietro un piatto di pasta lavora un’intera filiera composta da agricoltori, mugnai, produttori e ricercatori. Per tutelare questa eccellenza e guidarla verso i prossimi decenni, i pastai italiani di Unione Italiana Food hanno presentato un decalogo strategico incentrato su priorità chiare:

  1. Resilienza della filiera: Costruire una catena produttiva capace di reggere alle sfide energetiche e ai cambiamenti climatici, garantendo qualità costante.

  2. Difesa dell’export: Tutelare la leadership del Made in Italy sui mercati internazionali contrastando dazi e misure protezionistiche.

  3. Ricerca, innovazione e giovani: Investire in digitalizzazione, nuove tecnologie e formazione delle nuove generazioni, custodi del futuro produttivo.

  4. Sostenibilità a 360 gradi: Ridurre l’impatto ambientale della produzione, minimizzare gli sprechi alimentari e sviluppare imballaggi sempre più ecocompatibili.

  5. Rigore scientifico e informazione: Promuovere una corretta cultura alimentare basata sulle evidenze scientifiche e rispondere alle nuove richieste di sicurezza e qualità dei consumatori.

  6. Lotta alle imitazioni: Proteggere l’autenticità del prodotto contrastando contraffazioni e fenomeni di “Italian Sounding”.

  7. Sinergia istituzionale: Consolidare il dialogo tra industria, comparto agricolo, enti di ricerca e istituzioni.