I SEGRETI DEGLI INGREDIENTI
Piccola, tonda e racchiusa in un guscio sottile, la Nocciola Romana DOP rappresenta uno dei prodotti d’eccellenza del patrimonio gastronomico del Lazio. Il disciplinare comprende prevalentemente le cultivar Tonda Gentile Romana e Nocchione, frutti apprezzati fin dai tempi degli antichi Romani che hanno trovato il proprio habitat d’elezione nel territorio vulcanico e nel microclima della Tuscia viterbese.
Il cuore pulsante della coltivazione si concentra nella provincia di Viterbo e nell’area dei Monti Cimini, tra borghi come Caprarola, Ronciglione e Vignanello. Qui i noccioleti plasmano il paesaggio e costituiscono un pilastro dell’economia agricola locale. La raccolta si svolge tra la fine di agosto e il mese di settembre, nel momento in cui i frutti raggiungono la piena maturazione e cadono spontaneamente a terra.
Dal punto di vista organolettico e nutrizionale, la Nocciola Romana DOP si distingue per caratteristiche ben precise:
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Profilo sensoriale: seme compatto dal sapore delicato e dolce, che sprigiona note aromatiche ancora più intense dopo la tostatura.
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Proprietà nutritive: elevato apporto di grassi insaturi (in particolare acido oleico), vitamina E, fibre e sali minerali preziosi come magnesio e potassio.
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Versatilità in cucina: perfetta nei dolci della tradizione come i tozzetti laziali, creme, croccanti e gelati, ma ottima anche tritata a crudo su pasta al pecorino, insalate e formaggi stagionati.
Il tratto distintivo svelato a Segreti in Tavola riguarda la cosiddetta “elevata pelabilità”: la pellicina esterna si stacca con estrema facilità a seguito della tostatura, rendendola amatissima dall’arte pasticciera. Per uno snack casalingo sfizioso, il consiglio è di aggiungere qualche granello di sale durante la tostatura per esaltarne al massimo la croccantezza.