Segreti in tavola
Se siete tra i tantissimi italiani che hanno trascorso le vacanze estive in Grecia, forse avete avuto la fortuna di gustare il Saganaki! Dorato e croccante fuori, caldo e morbido all’interno, è uno dei mezedes più amati delle taverne greche: piccoli piatti da condividere, magari accompagnati da un bicchiere di ouzo.
Ma attenzione: “saganaki” non è il nome di un formaggio e neppure di una ricetta precisa. Deriva da sagani, la piccola padella di metallo, tradizionalmente dotata di due manici, nella quale il piatto viene cucinato e spesso portato direttamente a tavola. Ecco perché in Grecia esistono anche i gamberi saganaki, preparati con pomodoro e feta, o altre ricette servite nello stesso recipiente.
La versione più celebre, però, resta quella al formaggio. Si utilizzano formaggi greci dalla pasta compatta e saporita, capaci di resistere alle alte temperature senza sciogliersi completamente, come il kasseri, la graviera o il kefalotyri. In alcune varianti si impiegano anche halloumi o feta.
Prepararlo in casa è semplice, ma servono alcuni piccoli segreti. Tagliate il formaggio in una fetta spessa circa un centimetro, passatelo velocemente sotto l’acqua fredda e poi nella farina: l’umidità farà aderire un velo sottile, indispensabile per ottenere quella crosticina croccante.
Scaldate molto bene una padella pesante con poco olio extravergine di oliva. Cuocete il formaggio per uno o due minuti per lato, senza muoverlo continuamente: bisogna aspettare che si formi una superficie ben dorata prima di girarlo, con delicatezza.
Una curiosità: il saganaki infuocato, flambé con un liquore e servito al grido di “Opa!”, è una scenografica invenzione dei ristoranti greci d’America, diventata poi celebre in tutto il mondo. Nelle taverne greche, invece, la versione tradizionale arriva in tavola semplicemente bollente, completata da una generosa spruzzata di limone.
E il segreto più importante? Mangiarlo immediatamente, quando ancora sfrigola. Perché il saganaki non aspetta nessuno!