Segreti in tavola
Avete mai visto un fagiolo con le ali? Non vola, naturalmente, ma la sua forma è davvero sorprendente: il baccello è attraversato da quattro bordi ondulati, simili a piccole ali. Si chiama fagiolo alato, o Psophocarpus tetragonolobus, ed è uno dei legumi più curiosi e versatili del mondo tropicale.
La sua origine conserva ancora qualche mistero. La pianta potrebbe avere antiche radici nell’Africa tropicale, ma è stata addomesticata e coltivata per secoli soprattutto nel Sud-est asiatico e in Papua Nuova Guinea. Oggi è molto diffusa in Thailandia, Indonesia, Malaysia, Filippine, India meridionale e Sri Lanka, dove si trova facilmente nei mercati e negli orti familiari.
Il suo primo segreto? Del fagiolo alato si mangia praticamente tutto. I baccelli giovani si consumano crudi, tagliati sottilmente nelle insalate, oppure saltati nel wok, cotti al vapore, aggiunti a zuppe, curry e piatti speziati. Le foglie si preparano come gli spinaci, i fiori decorano e colorano le pietanze, mentre le radici tuberose possono essere lessate o arrostite. I semi maturi, invece, si utilizzano un po’ come la soia, sempre dopo un’adeguata cottura.
E che sapore ha? Quando è giovane, il baccello è croccante e succoso, con un gusto fresco, vegetale e leggermente dolce, a metà strada tra il fagiolino, il pisello e l’asparago. Con la maturazione diventa più fibroso, mentre semi e tuberi acquistano note più intense, farinose e piacevolmente nocciolate.
Dal punto di vista nutrizionale è una piccola miniera: i baccelli freschi apportano acqua, fibre, vitamina C e minerali; i semi secchi sono particolarmente ricchi di proteine e contengono anche una buona quota di grassi. Foglie e radici contribuiscono con proteine, calcio, ferro e sostanze antiossidanti.
Bello da vedere e buono da mangiare e quasi interamente commestibile: assolutamente da assaggiare.