IL GUSTO DEL BENESSERE
Qual è il vero segreto per vivere più a lungo e, soprattutto, vivere meglio? È tutta una questione scritta nel nostro DNA o sono le abitudini quotidiane a fare la differenza? A Segreti in Tavola, il nostro appuntamento quotidiano su Dimensione Suono Soft, abbiamo esplorato il legame profondo tra cibo e longevità in vista del forum “Più Vita – Oltre la longevità”, in programma a Roma il 14 novembre. Un incontro dedicato non solo ad aggiungere anni alla vita, ma a regalare “vita agli anni” attraverso nutrizione, movimento e relazioni.
Per fare chiarezza tra miti e solide evidenze scientifiche, ai nostri microfoni è intervenuto il Dottor Enrico Antonini, medico specialista in ortopedia e traumatologia e Direttore Sanitario del centro medico multidisciplinare Terapeia.
L’alimentazione: il più potente fattore epigenetico
Il rapporto tra noi e l’ambiente circostante passa principalmente attraverso due atti vitali: respirare e mangiare. Proprio per questo la nutrizione rappresenta uno dei fattori epigenetici più determinanti per la nostra salute. Il corpo umano è programmato per mantenere l’omeostasi, ovvero l’equilibrio biologico tra tutti i suoi componenti.
Di fronte alle scorciatoie o a regimi alimentari miracolosi per perdere peso, il Dottor Antonini richiama l’importanza del metodo scientifico: percorsi nutrizionali personalizzati, eventuale integrazione sotto stretto controllo medico e diagnosi precoce dei fattori di rischio. Un esempio concreto è la gestione dell’ipercolesterolemia e dell’iperlipidemia, storicamente tra i principali rischi cardiovascolari, oggi trattabili con successo grazie ai progressi terapeutici e preventivi della medicina moderna.
La formula delle Blue Zone: dalla Sardegna al Giappone
Uno dei temi più affascinanti nel campo della longevità è lo studio delle cosiddette Blue Zone, aree geografiche del mondo con una concentrazione record di centenari in salute. Dall’Ogliastra in Sardegna fino alle isole del Giappone, le ricerche dimostrano che il segreto non risiede unicamente nel patrimonio genetico, ma in un ecosistema di abitudini condivise:
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Alimentazione naturale e costante nel tempo: la dieta mediterranea della tradizione sarda e la cucina nipponica, ricchissima di pesce e acidi grassi essenziali Omega-3.
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Movimento quotidiano: attività fisica moderata ma costante, integrata nella routine di ogni giorno.
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Qualità della vita e relazioni: contesti ambientali poco inquinati, forti legami sociali e familiari, e livelli di stress notevolmente ridotti.
Aggiungere qualità al nostro tempo a tavola è il primo passo per costruire una longevità autentica.