Segreti in tavola
In questa puntata di Segreti in Tavola facciamo un viaggio in Toscana per celebrare uno dei giganti assoluti dell’enologia mondiale: il Brunello di Montalcino. Ad accompagnarci in questo racconto affascinante c’è Maurizio Dattero, grande esperto e autore del libro “Piacere, Vino”.
Conosciuto, amatissimo e rispettato in tutto il mondo (con una fama incredibile soprattutto negli Stati Uniti), il Brunello ha radici profonde. Le basi di questo vino d’eccellenza, così come lo conosciamo oggi, furono gettate nella seconda metà dell’Ottocento da Clemente Santi. Curiosamente, Santi era un farmacista, ma con una straordinaria passione per la terra. Iniziò a sperimentare con una particolare variante di uva chiamata “Sangiovese Grosso” e intuì subito che il clima e il suolo di Montalcino erano il palcoscenico perfetto per esaltarne le caratteristiche. Dalla sua eredità è nato poi il leggendario marchio della famiglia Biondi Santi, un vero pezzo di storia.
La consacrazione ufficiale arriva nel 1966, quando il Brunello diventa una delle prime DOC, e nel 1980 si aggiudica la DOCG (il gradino più alto della qualità). Il disciplinare per produrlo è rigorosissimo e non ammette sconti: deve essere composto al 100% da uve Sangiovese Grosso e richiede un invecchiamento obbligatorio di ben 5 anni, di cui almeno due trascorsi rigorosamente a riposare in botti di rovere. Solo attraverso questa rigida e paziente attesa si ottiene quella magia nel bicchiere che incanta i palati di tutto il mondo.