FUTURO A TAVOLA

25.10.2026
La pasta del futuro: dieci sfide per un’eccellenza tutta italiana
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La pasta è uno dei simboli più amati della cucina italiana. Un patrimonio di gusto, tradizione e cultura che abbiamo saputo portare sulle tavole di tutto il mondo.  È il pranzo della domenica in famiglia, una spaghettata improvvisata con gli amici, il sapore di casa che ci manca quando siamo lontani.

L’Italia è il primo produttore, consumatore ed esportatore mondiale di pasta: nel 2025 ne abbiamo prodotte quasi 4,2 milioni di tonnellate e ne consumiamo mediamente 23 chili a testa ogni anno. Un primato che racconta anche la forza di una filiera fondamentale per la nostra economia. ma quale sarà il futuro della nostra pasta?

I pastai italiani di Unionfood hanno presentato un decalogo, perché dietro un semplice piatto di spaghetti c’è un’intera filiera fatta di agricoltori, mugnai, produttori, ricerca e innovazione. Un settore che rappresenta una delle grandi eccellenze del Made in Italy, ma che oggi deve confrontarsi con sfide sempre più complesse.

Si parte dalla necessità di costruire una filiera più forte e resiliente, capace di affrontare i cambiamenti climatici e le sfide energetiche, garantendo qualità e continuità produttiva.

Seconda priorità: difendere la leadership italiana sui mercati internazionali, contrastando dazi e protezionismo.

E poi investire nella ricerca, nell’innovazione tecnologica e nella digitalizzazione, ma anche nelle competenze e nei giovani, perché il futuro della pasta passa necessariamente dalle nuove generazioni.

Centrale è naturalmente la sostenibilità: ridurre l’impatto ambientale della produzione, limitare gli sprechi e sviluppare imballaggi sempre più sostenibili.

Ma c’è anche una sfida culturale: promuovere una corretta informazione alimentare, basata sulla scienza, e rispondere alle nuove esigenze dei consumatori con prodotti innovativi, sicuri e di qualità.

E ancora, tutelare l’identità della pasta italiana, contrastando contraffazioni e imitazioni che rischiano di danneggiare uno dei simboli più riconoscibili del nostro Paese.

Infine, un obiettivo che tiene insieme tutti gli altri: rafforzare la collaborazione tra industria, agricoltura, istituzioni e mondo della ricerca.

Insomma, il messaggio dei pastai italiani è chiaro: per continuare a essere protagonisti nel mondo, dobbiamo saper innovare senza perdere la nostra identità.

Perché la pasta del futuro dovrà essere sempre più sostenibile, competitiva e innovativa, ma dovrà continuare a raccontare la nostra storia. E a regalarci il piacere di ritrovarci tutti intorno a una tavola.