ASIA
In Giappone, il Monte Fuji trascende il concetto di rilievo geografico: è un simbolo sacro impresso nell’identità e nella memoria artistica di un intero popolo. Con i suoi 3.776 metri di altitudine, questo stratovulcano dalla simmetria quasi perfetta ha ispirato nei secoli le celebri stampe ukiyo-e di Hokusai, componimenti poetici e generazioni di viaggiatori.
Il momento di massima suggestione si verifica alle prime luci del giorno (Goraiko), quando i raggi solari infiammano la cima innevata mentre la valle sottostante è ancora avvolta dalla penombra.
Tra ascetismo e venerazione della natura
Il legame tra il Fuji e la spiritualità giapponese fonde elementi scintoisti e buddisti:
-
Considerato storicamente una montagna sacra dimora di divinità (kami)
-
Meta tradizionale di pellegrinaggio purificatorio lungo i suoi versanti
-
Simbolo vivente di armonia tra l’uomo e le forze della terra
Camminare lungo i suoi sentieri, tra boschi di conifere e distese di scorie laviche scure, consente di sperimentare da vicino il profondo rispetto che la cultura giapponese riserva alla montagna, intesa non come meta da conquistare, ma come entità maestosa da contemplare.