LE GIORNATE DEL GUSTO
Il 23 ottobre gli appassionati di tutto il mondo celebrano lo Champagne Day, la ricorrenza internazionale dedicata al vino spumante più famoso e iconico. Ma dietro il fascino intramontabile del tappo che salta si nascondono regole precise di servizio, etichetta e degustazione. A svelare il galateo contemporaneo delle bollicine a Segreti in Tavola è Nicola Santini, giornalista, scrittore, direttore del settimanale Vero ed esperto di buone maniere.
La prima regola aurea riguarda la presentazione: la bottiglia deve giungere al tavolo rigorosamente all’interno della glacette con ghiaccio e acqua, e mai già aperta o pre-versata nei calici, affinché non disperda la vivacità del perlage prima dell’assaggio.
Sull’eterno dilemma tra calice a flûte e coppa, il bon ton moderno suggerisce un uso calibrato sulle diverse fasi del pasto:
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La flûte: ideale per il momento dell’aperitivo, per i cocktail o quando le bollicine accompagnano l’intero pasto, grazie alla sua praticità e alla capacità di valorizzare la risalita delle bollicine.
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La coppa: scelta d’elezione per il brindisi conclusivo a fine pasto, capace di evocare atmosfere romantiche, allegria e un tocco di eleganza rétro.
Sul piano della degustazione, l’errore più comune da evitare categoricamente è roteare con forza il calice come si farebbe con un vino rosso importante: un gesto che finisce unicamente per sgasare lo champagne e comprometterne la struttura effervescente. Il bicchiere va semmai inclinato con delicatezza ed eventualmente mosso con estrema lentezza per ammirare la finezza della corona e delle perle.
Nel calice, spazio alla curiosità: accanto alle grandi maison storiche, meritano attenzione le piccole produzioni familiari e i récoltant manipulant, custodi di territori ed espressioni uniche. E per gli abbinamenti a tavola, via libera alla creatività: oltre ai classici accostamenti con fragole, scaglie di Parmigiano Reggiano o cioccolato, lo champagne trova un matrimonio sorprendente e goloso con le polpette fatte in casa.